Grecia contro Eurogruppo: oggi è il giorno

Un nuovo incontro per tentare un accordo orami quasi impossibile. E in Europa ci si prepara al fallimento di Atene

Bandiera-Grecia-Ue

La bandiera Greca sventola dietro quella dell'Unione Europea a Kos in Grecia - 3 giugno 2015 – Credits: Dan Kitwood/Getty Images

Redazione Economia

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È oggi il giorno dell'Eurogruppo dell'ultima chance e Europa e Grecia sono ai ferri corti. L'intesa è lontana piu' che mai: Ue, Bce ed Fmi non si muovono dalle loro richieste convinti di aver già ceduto molto, e il premier greco minaccia di aver pronto un "grande no" ad un accordo che prolunghi le "politiche catastrofiche" attuate finora.

La paura per quello che accadrà continua ad agitare le Borse europee che chiudono in negativo, spinge gli Usa a tornare in pressing sull'Europa e la Banca di Grecia a mettere pressione sul Governo ellenico, avvertendolo che senza compromesso si va dritti al fallimento (default) e all'uscita da euro e Ue.

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Intanto la Bce continua a tenere aperto il rubinetto della liquidità d'emergenza Ela (aumentata di 1,1 miliardi) che continuerà a sostenere le banche greche fino a che non avverrà un "incidente" cioe' il fallimento. "La richiesta di reperire risparmi con tagli alle pensioni è incomprensibile, se i leader europei insistono su questa incomprensibile richiesta, si assumeranno il costo di conseguenze che non porteranno benefici a nessuno", ha detto Tsipras dopo aver incontrato il cancelliere austriaco Werner Faymann ad Atene.

Il Governo greco, ha spiegato, è pronto a dare un "grande no" a un cattivo accordo e lui stesso non ha paura di prendere decisioni difficili. Perchè sui tagli alle pensioni, ha chiarito, non si puo' fare di più: la proposta greca elimina gradualmente l'opzione del pensionamento anticipato dal 2016 e genererà risparmi aggiuntivi per 2,5 miliardi nel periodo 2016-2022. Per il premier greco ottenere risparmi per 1,8 miliardi nel 2016 solo dai tagli alle pensioni non è possibile.

Ma le proposte greche non sono "credibili" secondo i creditori: "I greci devono dire quello che vogliono, non solo quello che non vogliono", ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile per l'euro, Valdis Dombrovskis, spiegando ancora una volta come le istituzioni abbiano in parte proposto delle alternative ai tagli alle pensioni, come tagli alla difesa (da 200 milioni all'anno devono salire a 450), ma i greci non hanno risposto. In ogni caso, ha spiegato il commissario Pierre Moscovici, le pensioni vanno riformate perchè il sistema è insostenibile per le casse dello Stato. "È falso dire che la Commissione propone nuova austerità", ha detto Moscovici. I creditori, che si dicono unanimi, ritengono di aver ceduto già su tutti gli obiettivi di bilancio e aspettano un segnale da Atene.

Lo stallo è sotto gli occhi di tutti, e una nuova telefonata Juncker-Tsipras in serata non ha portato a nulla. Oggi Angela Merkel terrà al Bundestag un discorso in cui affronterà il nodo greco. La cancelliera vuole che la Grecia rimanga nell'eurozona, pur ritenendo necessario che vada avanti sulla strada delle riforme.

Ma parecchi in Europa, dalla stessa Germania a Irlanda e gran Bretagna, hanno fatto sapere di aver preparato 'piani di contingenza' in caso di fallimento dei negoziati. L'ultima parola non sara' all'Eurogruppo, dove nemmeno il ministro greco Yanis Varoufakis si aspetta progressi. Il caso Grecia finirà sul tavolo dei capi di Stato e di Governo il 25-26 giugno, visto che al momento non sembra guadagnare terreno l'ipotesi di un appuntamento straordinario prima di allora.

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