Bce: così Draghi può far avere soldi alle imprese

Si chiama quantitative easing ed è un insieme di misure straordinarie che la Banca Centrale Europea metterà in campo da qui a fine anno, per combattere la deflazione e far ripartire il credito. Ecco come funzionerà

Il presidente della Bce, Mario Draghi – Credits: Epa Photo/Ansa

Andrea Telara

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Tutti gli occhi sono puntati su Mario Draghi . Oggi la comunità economica e finanziaria segue con grande interesse la consueta riunione mensile dei vertici della Banca Centrale Europea, dove il presidente svelerà i suoi piani per sostenere il pil dell'Eurozona e scongiurare il rischio che arrivi la deflazione, cioè una discesa generalizzata dei prezzi al consumo che avrebbe effetti depressivi sull'economia.

IL QUANTITATIVE EASING

Mentre non è ancora chiaro quali saranno i tempi di azione della Bce, molti gli osservatori sembrano concordi su un punto: da oggi Draghi farà partire, seppur in maniera graduale, un vero e proprio quantitative easing. Si tratta di un insieme di misure con convenzionali, cioè straordinarie, con cui la Bce immette una montagna di denaro liquido nel sistema economico, acquistando titoli sul mercato. E' la stessa cosa che ha fatto finora la Federal Reserve, cioè la banca centrale americana, che sta ancora emettendo liquidità per oltre 60 miliardi di dollari al mese.

Secondo le previsioni degli analisti, Draghi si muoverà probabilmente in maniera graduale. Il primo passo della Bce forse consisterà in un nuovo piano di finanziamenti agevolati alle banche, in modo da sostenere il settore creditizio in Europa. Il modello adottato per l'erogazione dei prestiti potrebbe essere quello del funding for landing già sperimentato dalla Bank of England britannica. In pratica, la Bce concederà i prestiti soltanto a quelle banche che si impegneranno a usare la liquidità per fare credito alle imprese, in particolare alle piccole e medie aziende.

GLI ABS E LE CARTOLARIZZAZIONI

La seconda tappa del quantitative easing di Draghi potrebbe essere rappresentato invece dall'acquisto sul mercato di Abs (asset backed securities). Si tratta di titoli finanziari che vengono emessi dalle banche, anche attraverso delle società-veicolo, e che hanno un funzionamento quasi identico a quello delle obbligazioni: vengono rimborsati alla scadenza al loro valore nominale e pagano periodicamente degli interessi sul capitale. La particolarità degli Abs è quella di essere dei titoli legati a un prestito sottostante, erogato dalla stessa banca alla clientela, per esempio a un'azienda. Dunque, se il prestito non viene regolarmente rimborsato dal debitore,  il relativo Abs si trasforma in carta straccia (come è avvenuto in America nel 2007 con i titoli legati ai mutui subprime).

Se dunque la Bce si impegnerà ad acquistare massicciamente gli Abs sul mercato, le banche saranno meno restie nel concedere soldi in prestito alle aziende. I crediti erogati potranno infatti essere trasformati facilmente dagli istituti finanziatori in Abs (cioè cartolarizzati, come si dice in gergo tecnico) e poi rivenduti alla banca centrale per fare scorta di liquidità. Ora, in attesa di verificare i tempi e i modi con cui Draghi metterà in campo queste misure, c'è solo da augurarsi che il presidente della Bce riesca a centrare gli obiettivi e a far ripartire al più presto il mercato del credito.

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