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Cipro dice no al prelievo sui depositi

Ma i 5,8 miliardi di euro servono. E l'Europa ora è in allarme

Scritte contro il capitalismo a Cipro (Credits: EPA/FILIP SINGER)

“Le banche di Cipro non potranno avere fondi dalla Banca Centrale Europea se il governo di
 Nicosia non metterà a punto un nuovo piano per raccogliere i 5,8 miliardi di euro'', che erano stati previsti col prelievo forzoso bocciato dal parlamento cipriota. Lo ha detto il ministro delle finanze austriaco, Maria Fekter, a Vienna, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Si apre ora la vera partita per Cipro, ora che il Parlamento di Nicosia ha bocciato il piano concordato con il Fondo monetario internazionale e la Unione Europea che prevedeva una tassa sui depositi bancari dei ciprioti tale da poter ricavare 5,8 miliardi di euro in cambio di un prestito da 10 miliardi da parte delle istituzioni internazionali e che serve a salvare la nazione dalla bancarotta.

Il prelievo sui depositi (che sarebbe stato un pericoloso precedente ) era stato previsto inizialmente nella misura del 9,9% sui conti superiori ai 100 mila euro e del 6,75% su quelli inferiori. Poi era stato proposto con un’esenzione fino a 20 mila euro, un tassazione del 6,75% per i conti tra 20 e 100 mila euro e del 9,9% oltre 100 mila euro. Ma niente, il Parlamento ha bocciato anche la seconda ipotesi.

Ora il futuro dell’economia cipriota è appesa a un grande punto interrogativo che passa da nuovi accordi con Mosca a una nuova negoziazione in Europa.

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