Euro

Bertazzoni: "Così una media azienda è diventata più forte grazie all'euro"

Specializzata in cucine, con la moneta unica ha dovuto aumentare qualità e produttività: ora fattura 80 milioni, esporta il 90% e non rimpiange la lira

Guido Fontanelli

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“Uscire dall’euro per noi sarebbe un’enorme perdita di valore”. Lo afferma senza un’ombra di dubbio Paolo Bertazzoni, amministratore delegato dell’omonima azienda emiliana specializzata in cucine, piani cottura, forni e cappe. E dire che il passaggio dalla lira alla moneta unica nel 1999 non fu una passeggiata per questa società, fondata nel lontano 1882 a Guastalla (Reggio Emilia). “Beh, in effetti all’inizio l’arrivo dell’euro ci creò qualche problema” ammette l’imprenditore. “Forse il cambio fu fissato troppo in alto e ci siamo trovati con i costi dei fattori produttivi, in particolare i salari, su livelli elevati rispetto ai concorrenti europei”.

Ma grazie proprio all’introduzione dell’euro e all’impossibilità di contare sulle svalutazioni competitive, la Bertazzoni è riuscita a fare un salto in avanti: “Abbiamo capito quali dei nostri prodotti erano davvero competitivi. E abbiamo compreso l’importanza di salire di qualità da un lato e di far crescere la produttività dall’altro”. Così, dopo una piccola sbandata agli inizi del nuovo millennio l’azienda si è rimessa in carreggiata aumentando qualità e produttività. In sostanza è diventata un’impresa più efficiente, con una forte presenza sui mercati internazionali. “Oggi diamo lavoro a 250 persone e fatturiamo 80 milioni di euro. Di questi, il 90% è rappresentato dalle esportazioni, suddivise più o meno in parti uguali tra Europa, in Nord America e in Medio Oriente. Complessivamente vendiamo in 60 Paesi”.

I vantaggi dell’euro per la Bertazzoni sono molteplici: “Intanto gli acquisti di materie prime e semilavorati sono di solito più convenienti. E da un punto di vista finanziario abbiamo goduto di tassi di interesse più bassi e di una maggiore facilità ad ottenere dei prestiti”.
Per sostenere la crescita globale, l'azienda ha programmato un piano di investimenti di circa 20 milioni con cui ha potenziato la sede di Guastalla, ampliando anche lo stabilimento produttivo. Inoltre la società ha completato il percorso Elite, la community di eccellenza del London Stock Exchange Group dedicata alle imprese ad alto potenziale, e ha ottenuto il Premio 100 Eccellenze Italiane 2016, ideato per valorizzare il Made in Italy. 

Risultati a cui la Bertazzoni è arrivata anche grazie alla moneta unica: “Sull’euro ora sono molto positivo” dice Paolo Bertazzoni: ”Per noi i vantaggi hanno abbondantemente superato gli svantaggi”.

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