La Bce e le previsioni di Mario Draghi

Fermi i tassi allo 0,5%, per la banca centrale la ripresa sarà a passo lento dalla fine di quest'anno

Il Presidente della Bce, Mario Draghi (Credits: EPA/BORIS ROESSLER)

La Bce ha lasciato invariato allo 0,5%, minimo storico, il tasso di rifinanziamento dell'Eurozona e ha confermato l'orientamento futuro sulla politica monetaria. Gli ultimi indicatori in arrivo dalla congiuntura europea, ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, confermano lo scenario di base prefigurato dall'Eurotower, e cioè una stabilizzazione e una graduale ripresa a un passo molto lento, tra fine 2013 e inizio 2014, con un mercato del lavoro, tuttavia, "sempre debole". In futuro i tassi resteranno ai livelli attuali o più bassi "per un periodo di 
tempo prolungato". Perchè questo orientamento venga modificato, ha precisato Draghi, "ci vuole uno scenario molto 
migliore" rispetto a quello di base e, quindi, secondo gli analisti, questa valutazione resterà in vigore per i prossimi 12-18 mesi.

Per l'anno prossimo infatti, la stima aggiornata della Bce è di una crescita del pil dell'Eurozona 
dell'1,1%. La liquidità resterà ampia, ha detto ancora Draghi, con un rifinanziamento a tasso fisso e volume 
illimitato assicurato almeno fino al luglio 2014. Ampio il dibattito sulla trasparenza delle decisioni della Bce e, in particolare, come auspicato negli ultimi giorni da diversi consiglieri della Bce, sulla pubblicazione delle "minute", i  protocolli delle riunioni del Consiglio direttivo (secretati per trent'anni secondo la normativa attuale).

Draghi ha  
preannunciato una proposta in questo senso al Consiglio in autunno, senza però scendere in dettagli: la sfida, ha detto, 
"è dare un'informazione più ampia sulle motivazioni che orientano le nostre decisioni, garantendo al contempo, 
sempre, l'indipendenza dei singoli consiglieri" che, ha sottolineato, "sono qui su mandato personale e non per conto 
dei propri Governi". Un approccio più radicale, come auspicato dal consigliere esecutivo tedesco, Joerg Asmussen, che precisi chi ha votato a favore di che cosa, appare poco probabile secondo gli analisti, mentre più probabile appare 
la diffusione di un protocollo più standardizzato secondo il modello della Fed americana.

(RADIOCOR)

© Riproduzione Riservata

Commenti