La Bce aiuta le banche greche

5 miliardi di euro in più per i fondi di salvataggio degli istituti ellenici. E intanto si cerca il compromesso con Tsipras

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Il logo dell'euro davanti alla sede della BCE – Credits: DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images

Redazione Economia

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La Grecia e l'Ue cominciano a parlarsi e fanno un primo passo in avanti dopo lo scontro all'Eurogruppo: Tsipras accetta di far lavorare i suoi tecnici con quelli della "ex" Troika, che cambia nome dopo le sue proteste, ed entro lunedì si cercherà un terreno comune per siglare un accordo all'Eurogruppo. I leader europei si dimostrano per ora disponibili verso il nuovo Governo e lavorano tutti ad un compromesso che non faccia perdere la faccia a nessuno. Il tempo è poco ma la volontà c'è, anche con l'aiuto della Bce che ha aumentato la linea di liquidità d'emergenza (ELA) alle banche greche che avevano esaurito il tetto.

L'intervento della Bce

Il plafond dei fondi sarebbe aumentato di 5 miliardi dai 60 miliardi decisi la scorsa settimana. I fondi Ela sono il finanziamento di ultima istanza per le banche greche che sono alle prese con problemi di liquidità. Il 4 febbraio la Bce ha annunciato di avere rimosso la deroga che permetteva alle banche elleniche di ottenere fondi direttamente dalla Eurotower dando a garanzia titoli di stato greci, nonostante il loro rating fosse inferiore ai criteri previsti dalla Banca. Dalla Bce è giunta peraltro anche l'autorizzazione ai finanziamenti tramite la Banca centrale greca, con i fondi Ela, che sono però più costosi dei prestiti diretti della Bce.

Il tentativo di accordo

"L'Ue cerca sempre il compromesso, questo è il suo successo. La Germania è pronta ma va detto che la credibilità dell'Ue dipende dal rispetto delle regole e dall'essere affidabili", ha detto la cancelliera Angela Merkel entrando al vertice europeo. C'è ancora qualche giorno prima di lunedì, ha spiegato, e l'Ue deve valutare le proposte greche. Lo stesso Tsipras, al suo primo vertice Ue, si è detto "molto fiducioso che troveremo una soluzione accettabile per tutti, per mettere fine all'austerità e far tornare la Ue sulla strada della coesione sociale". Ottimista anche il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, perchè "anche se non appare, uomini e donne politici a volte sono ragionevoli".

Con queste premesse Grecia e Ue fanno un passo avanti: ora la Grecia accetta che l'Ue valuti le sue proposte. È un piccolo passo, ammettono i diplomatici, ma fondamentale per far proseguire quello che ancora non è un negoziato ma per ora solo un dialogo, per giunta pieno di insidie. È stato il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem a proporre a Tsipras, durante un bilaterale a margine del vertice europeo, di avviare il confronto tecnico in vista di lunedi', per non lasciare che l'impasse di ieri rallentasse anche il prossimo appuntamento.

Il premier greco ha accettato la proposta di Dijsselbloem ma ha chiesto che nel comunicato con cui i due sancivano l'accordo la parola "Troika" venisse sostituita con "istituzioni": "Tsipras e Dijsselbloem hanno deciso di chiedere alle istituzioni di impegnarsi con le autorità greche per avviare il lavoro su una valutazione tecnica del terreno comune tra il programma attuale e i piani del Governo greco, per facilitare la discussione all'Eurogruppo del 16", si legge nel comunicato. Le riunioni, che si terranno a Bruxelles, dovrebbero iniziare gia' domani. Dopo questo lavoro tecnico servira' poi una decisione politica, che l'Eurogruppo dovrebbe essere in grado di prendere lunedi'.    Il vertice europeo non affronta solo la questione greca, che volutamente lascia ai margini proprio per non trasformarla in una discussione politica. Altri i temi sul tavolo: l'Ucraina e l'accordo di Minsk, accolto con soddisfazione da tutti i leader che pero' non abbassano la guardia. "Da' speranza ma non e' ancora abbastanza, il vero test sara' il rispetto del cessate il fuoco sul terreno", ha detto il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. C'e' poi l'immigrazione, con la richiesta del premier Renzi di affrontare il problema Libia. E infine il terrorismo, con una stretta sui controlli alle frontiere e un rafforzamento della cooperazione tra intelligence 

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