Economia

Emergenza migranti, un'opportunità di crescita per l'Europa

La Commissione è convinta che l'attuale crisi migratoria sia positiva per il Vecchio Continente, ma non tutti condividono questo ottimismo

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Famiglie di migranti si spostano dalla Grecia alla Serbia – Credits: ROBERT ATANASOVSKI/AFP/Getty Images

"Un'Unione Europea che si sta già scontrando con il più grande fenomeno di migrazione di massa dai tempi della Seconda Guerra Mondiale potrebbe ritrovarsi a gestire altri tre milioni di immigrati entro la fine del 2017", con queste parole il Financial Times apre le sue riflessioni su se questa emergenza possa offrire qualche opportunità al Vecchio Continente in termini di crescita economica.

Un'opinione, questa, condivisa dalla Commissione Europea, che ritiene che questi flussi di persone possano contribuire alla crescita complessiva della regione di almeno un quarto di punto percentuale.

Se nel breve periodo dovrebbero essere gli extra a livello di spesa pubblica necessari per affrontare l'emergenza a far lievitare il tasso di crescita dell'Europa, nel medio periodo sarà l'incremento di offerta di lavoro a generare altri stimoli positivi, a patto che i paesi in cui gli immigrati decideranno di stabilirsi permettano loro di entrare nei rispettivi mercati del lavoro.

Il New York Times trova invece le stime di Bruxelles poco convincenti. Se sulla carta quanto è stato annunciato è vero, è quanto meno irrealistico immaginare che l'integrazione di tutte queste persone su mercati del lavoro già in grosse difficoltà possa essere indolore. Non solo per una questione di opportunità (e a questo proposito andrebbe ricordato che la maggior parte della nuova forza lavoro in entrata manca di qualsiasi tipo di specializzazione, e dovrebbe essere inserita in economie con sistemi di produzione complessi), ma anche per un problema di integrazione in paesi che hanno già dimostrato di essere poco inclini ad accogliere gli immigrati. Infine, il quotidiano americano ci tiene a ricordare che, senza la ripresa della domanda internazionale, un incremento della produttività non necessariamente avrà effetti espansivi sul Pil. Perché in mancanza di un aumento delle ricettività sui possibili mercati di sbocco le produzioni extra rischiano di rimanere invendute.

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