Economia

Elezioni politiche 2018, chi potrà diventare il ministro dell'Economia

Il centrosinistra schiera Padoan, i 5Stelle il giovane Roventini. Più ampia la rosa del centrodestra

Padoan - Gentiloni

“Loro hanno Roventini e noi abbiamo Padoan”. Così l’ex premier e segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha commentato la scelta del Movimento 5 Stelle del possibile ministro dell’Economia, qualora la forza politica fondata da Beppe Grillo vincesse le elezioni politiche del 4 marzo e Luigi Di Maio diventasse premier.

Il giovane Roventini

Il prescelto dell’M5S è appunto Andrea Roventini, 40 anni, laureato in economia all’Università di Modena e Reggio Emilia e professore associato alla Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa. Si tratta di uno studioso di età relativamente giovane che si definisce “keynesiano eretico“ e che ha pubblicato anche un paper con il premio Nobel Joseph Stiglitz.

Poiché Roventini è sconosciuto al grande pubblico, Renzi non ha mancato l’occasione di contrapporre maliziosamente la sua figura a Pier Carlo Padoan, che ha ben 68 anni ed è il ministro uscente, in carica dal 2014 dopo essere stato capo economista dell’Ocse, una grande organizzazione sovranazionale che conferisce indubbiamente un certo prestigio.

Padoan sarebbe quasi sicuramente il ministro dell’economia in caso di vittoria del centrosinistra (è anche candidato a Siena per il Pd) e potrebbe esserlo pure se si formasse una grande coalizione tra il partito di Renzi e il centrodestra o in caso di stallo politico con una prosecuzione del governo Gentiloni.

C’è però una terza ipotesi, che gli ultimi sondaggi pubblicati davano per più probabile. E’ quella che al ministero dell’Economia non vada né Padoan né Roventini ma un esponente del centrodestra. Chi? La risposta dipenderà dai rapporti di forza tra i due maggiori partiti della coalizione: Forza Italia e la Lega.

La rosa del Centrodestra

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha assicurato nei mesi scorsi che, in caso di vittoria del centrodestra, la scelta sarebbe ricaduta su un tecnico autorevole, facendo intendere che il nome potrebbe essere quella di una personalità un po’ super partes, anche se si è parlato pure di un economista e uomo di partito come Renato Brunetta.

Certo, se a diventare premier fosse un esponente del partito di Berlusconi, può darsi che al ministero dell’Economia salga un esponente della Lega. Nei mesi scorsi si è parlato di Giancarlo Giorgetti, bocconiano, per molti anni presidente della Commissione Bilancio della Camera. Per l’inizio del toto-ministri, però, occorre attendere la mattina del 5 marzo.

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