Elezioni2013, il testa a testa Pd-Pdl e la buona notizia per i mercati

Il parere, controcorrente, dell'economista Edoardo Narduzzi che si aspetta un'inversione di tendenza per spread e Borsa

(Credits: CARLO CARINO / Imagoeconomica)

Stefano Caviglia

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C’è almeno una voce che si tiene rigorosamente fuori dal coro degli allarmi per le reazioni dei mercati al risultato elettorale . “L’aumento dello spread e la caduta delle borse sono destinati a rientrare rapidamente: chi ragiona in termini di lungo periodo ha tutto l’interesse a comprare i titoli di Stato italiani con rendimenti in rialzo”. Parola di Edoardo Narduzzi, imprenditore e studioso dei comportamenti economici (tema su cui ha scritto vari libri fra cui La Fine del ceto medio con il giornalista del Corriere della Sera Massimo Gaggi), che oggi canta le lodi economiche del sostanziale pareggio fra Pd e Pdl.

La sua tesi è l’esatto contrario di quel che si sente ripetere sulla scia dell’impennata dello spread e dei crolli borsistici di queste ore: le ricadute del voto sull’economia e sulla finanza, a suo dire, potranno rivelarsi presto positive. “Anche se al momento nessuno sottolinea questi aspetti” ci dice Narduzzi “l’Italia ha due ottime notizie da dare ai mercati”. Quali? “Anzitutto che la piattaforma ‘welfaristica’ tipica della sinistra novecentesca approntata dal Pd di Pierluigi Bersani non costituirà l’agenda economica del paese nei prossimi mesi”.

La sua analisi è a dir poco impietosa verso la cultura politica della sinistra tradizionale, che definisce con la formula “più spesa pubblica e più tasse”, portando a sostegno della sua analisi l’endorsement verso il Pd del segretario della Cgil Susanna Camusso. Il fatto che questo supposto programma abbia clamorosamente mancato l’obiettivo di conquistare la maggioranza del Parlamento, ad avviso di Narduzzi, non potrà che essere apprezzato dagli investitori, non appena sarà passata la sorpresa di questi giorni.

E l’incertezza che incombe oggi sulle scelte politiche, notoriamente aborrita dai mercati? Non dovrebbe durare a lungo, secondo lo studioso di economia, che parte proprio da qui per parlare della seconda “buona notizia”: la prospettiva dell’attivazione da parte dell’Italia dello scudo anti-spread per tenere stabilmente in basso gli interessi sui titoli di Stato. “Per quanto in fretta si voglia tornare al voto” spiega Narduzzi “ci sarà bisogno comunque di un governo di almeno un anno per fare la legge elettorale e portare il paese alle urne. La soluzione più logica è quella di un governo di grande coalizione comprendente Pd e Pdl, che proprio per questo sarebbe in grado di negoziare al meglio con la Bce di Draghi le condizioni per lo scudo”.

La previsione, dunque è che fra qualche giorno lo spread tornerà a scendere e la borsa a salire. Già, ma se il governo di grande coalizione (la cui strada, per la verità, appare oggi ancora abbastanza impervia) non si riesce a fare? È qui che l’incertezza torna a far sentire tutto il suo peso, anche nella visione dell’ottimista Narduzzi. “Beh, certo, se i partiti non riescono a mettersi d’accordo e la situazione si avvita, allora è tutto un altro discorso…”.

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