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Economia

Economia: ecco cosa chiede l’Unione all’Italia

Bruxelles raccomanda di ridurre il cuneo fiscale reintroducendo l’Imu sulla prima casa, di risolvere il nodo degli Npl e di migliorare la giustizia civile

L’Italia passa l’esame della manovra bis da 3,4 miliardi di euro, che ottiene l’ok da parte dell’Unione europea, ma riceve in ogni caso una serie di raccomandazioni di carattere economico. Insomma evitiamo sanzioni sulla gestione passata, ma per il futuro il governo, e in particolare il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dovrà fare molto di più per rilanciare un Paese che in termini di crescita resta purtroppo ancora fanalino di coda nel Vecchio Continente. Sotto osservazione naturalmente c’è sempre la nostra spesa pubblica, per la quale è previsto un taglio di circa 10 miliardi da qui alla fine dell’anno. Senza contare che per il 2018 l’Italia si è anche già impegnata nel Def a portare il rapporto deficit-Pil all'1,2% dal 2,1% di quest'anno. Insomma compiti a casa non da poco, e proprio per tenere il nostro Paese sulla retta via, come detto, la Commissione europea ha deciso di inviare una serie di raccomandazioni che spaziano un po’ su tutti i fronti.

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Competitività: tasse, cuneo fiscale e lavoro
Obiettivo fondamentale dei richiami all’Italia è quello, come detto, di rilanciare l’economia del nostro Paese e in questo senso un ruolo fondamentale lo giocano le tasse. In questo senso l’Unione chiede all’Italia di allentare la pressione sulle imprese diminuendo il cuneo fiscale. La compensazione potrebbe arrivare dalla reintroduzione dell’Imu sulla prima casa per i cittadini con redditi più alti. Inoltre si potrebbe intervenire sulle aliquote dell’Iva, che negli ultimi tempi i governi si sono impegnati con forza a tenere sotto controllo. In ambito fiscale e anche come strumenti di lotta all’evasione inoltre la Commissione insiste anche sulla riforma del catasto, e sull’ampliamento dell’obbligo di fatturazione e dei pagamento elettronici. Infine un focus specifico viene anche dedicato al tema degli interventi per i disoccupati, in modo da favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.

Giustizia civile e pubblica amministrazione
Un capitolo specifico è poi dedicato al grave problema riguardante la lentezza della nostra giustizia civile che da anni rappresenta una vera e propria palla al piede per il rilancio del nostro Paese. La Commissione chiede di accelerare i tempi dei processi amministrativi dando maggiori certezze soprattutto alle imprese che intendono investire nel nostro Paese. In questo contesto di maggiore efficienza rientrano poi anche le richieste di insistere nella lotta alla corruzione, di migliorare in generale il processo di riforma della pubblica amministrazione e di puntare sempre più all’efficienza delle aziende pubbliche.

Occhio agli Npl
Un’altra ferma indicazione riguarda poi i cosiddetti Npl, i non performing loan, ovvero l’annoso problema che le banche hanno con i crediti deteriorati. Una questione che Bruxelles chiede di risolvere con urgenza non solo all’Italia, ma anche a Bulgaria, Irlanda, Cipro, Portogallo e Slovenia. Un problema che lo stesso nostro settore bancario non nega, anche se si evidenzia una dimensione del fenomeno tutto sommato gestibile. Secondo molti esperti infatti nel biennio 2016-17 quasi un quarto del totale dello stock di crediti inesigibili dovrebbe essere oggetto di cessione: a dicembre 2016 i crediti deteriorati, al netto delle rettifiche, erano infatti già scesi del 9,4% a 173 miliardi. Queste sofferenze pesano però come un macigno sulla ripresa economica del Paese e dunque l’Unione chiede di intervenire prima possibile.

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