Economia

Ecco i paesi più ricchi del mondo: Qatar in testa, Italia al 35° posto

Il World Economic Outlook del FMI prevede che il PIL pro capite italiano sarà presto superato da quello di Cipro, Lituania e Slovacchia

Doha

Marta Buonadonna

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Due volte all'anno, in primavera e autunno, il Fondo Monetario Internazionale conduce e pubblica un'indagine sull'andamento dell'economia mondiale. E' il World Economic Outlook che nella sua edizione di aprile 2018, appena pubblicata, dà il polso della situazione a livello globale e poi anche paese per paese. La buona notizia è che il PIL mondiale cresce. E' aumentato del 3,8% nel 2017, aumenterà del 3,9% nel 2018 e anche nel 2019.

A crescere maggiormente sono le economie emergenti con un aumento del 4,9% previsto nel corso di quest'anno, mentre l'area Euro è prevista in aumento del 2,4% a fronte degli Stati Uniti il cui PIL aumenterà del 2,9%. L'Italia però fa peggio: è cresciuta dell'1,5% nel 2017, farà altrettanto del 2018 e ancora meno (+1,1%) nel 2019, più o meno come la Russia, un po' peggio della Francia, molto peggio della Spagna, la cui crescita è intorno al 3%.

Italia trentacinquesima

Dal corposo rapporto, che analizza la situazione e fa previsioni sull'andamento futuro dell'economia, emerge una classifica dei paesi in base al loro PIL pro capite basato sulla parità di potere d'acquisto (PPA). Si tratta di un indice che consente di fare confronti tra i prezzi di paesi con valute diverse. Per il 2018 sulla vetta troviamo il Qatar, che fin dal 1980, il primo anno dell'indagine, è sempre stato tra i primi posti, con un PIL pro capite di 129mila dollari, seguito da Macao (122mila) e dal Lussemburgo (111mila).

L'Irlanda è quinta, con 80mila dollari, quasi a pari merito con il Brunei. Solo undicesima la Svizzera, con un PIL pro capite di 63mila dollari, seguita a ruota dagli Stati Uniti, con 62mila dollari, e San Marino (61mila). L'Italia si piazza alle spalle dei principali paesi europei al 35° posto (era 22° nel 2000 e 29° nel 2007, l'anno prima dello scoppio della crisi finanziaria), con un PIL pro capite di 39mila dollari, appena sopra Cipro, ma sotto Regno Unito, Germania, Francia, Spagna e perfino Malta. Siamo sotto la media dell'Unione Europea, che raggiunge i 43mila dollari, e molto al di sotto della media delle economie avanzate, pari a oltre 51mila dollari.

Agli ultimi posti tra i paesi di cui si hanno i dati (mancano quelli di Siria, Somalia, Cuba, Lichtenstein, Corea del Nord, Monaco, Vaticano e parecchi altri, soprattutto piccoli e piccolissimi), si collocano Repubblica Democratica del Congo, Burundi e Repubblica Centrafricana, tutti al di sotto dei 1000 dollari di PIL pro capite.

Come si muove la classifica

Quello che è interessante non è solo la fotografia della situazione attuale, ma anche l'andamento previsto. Spostando in avanti il cursore degli anni, (è possibile spingersi fino al 2023), scopriamo che nelle previsioni degli economisti del FMI se poco cambia in vetta (Macao, Qatar e Lussemburgo restano sul podio scambiandosi appena di posto), le cose sembrano destinate a muoversi nella zona della classifica in cui si trova il nostro paese.

Tra cinque anni il nostro PIL pro capite, pur previsto in aumento a 45mila dollari, sarà superato da quello di paesi come Cipro, Repubblica Ceca, Slovacchia e Lituania, attualmente tutti in posizioni più basse dell'Italia in questa classifica di ricchezza. Restano sostanzialmente invariate le ultime posizioni: nessuno dei tre paesi più poveri, gli stessi del 2018, riuscirà nei prossimi cinque anni a superare un PIL pro capite di 1000 dollari.

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