Economia

Edilizia e infrastrutture, le quattro mosse di Monti per rilanciare il settore

Dal piano città ai project bond, dalle detrazioni sulle ristrutturazioni a quelle sulle nuove opere

Grandi opere da rilanciare: i lavori per la linea metropolitana B1 di Roma (Credits: Mauro Scrobogna / LaPresse)

Non c’è dubbio che gran parte delle opportunità di rilancio della nostra economia passino dall’edilizia. Un concetto questo che sembra aver ben chiaro anche il presidente del consiglio Mario Monti che, non a caso, proprio sul settore delle costruzioni pare aver puntato l’attenzione sua e del suo governo. D’altronde si tratta di un settore strategico che vale circa il 10% di tutto il Pil del Paese e che occupa fino a 2 milioni di addetti. La situazione però si è fatta via via sempre più drammatica, come ha denunciato il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti , con 40mila imprese scomparse negli ultimi tre anni e ben 500mila posti di lavoro andati in fumo.

Dunque è dall’edilizia che bisogna ripartire per ridare slancio al Paese, ed è proprio su questo fronte che il governo Monti ha deciso di sperimentare una serie di misure a cui si aggiungeranno delle altre che potranno vedere la luce già nelle prossime settimane. Al momento quattro sembrano essere i capisaldi intorno a cui si articola l’iniziativa dell’esecutivo: il piano città, i project bond, le detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni e, ultima idea concepita in ambito governativo, la detrazione dell’Iva su tutte le nuove opere infrastrutturali.

Piano città
Si tratta di un programma per il recupero di zone degradate situate nei grandi centri urbani. Il governo ha già stanziato 224 milioni di euro , ma il progetto prevede a regime fondi per due miliardi di euro. I termini per presentare i progetti da parte delle città interessate è stato fissato al 5 ottobre, ma sono già numerose le proposte giunte all’attenzione del governo. Si va dal piano di Roma per il recupero di Pietralata a quello di Milano per la Bovisa, da quello di Napoli per l’area portuale a quello di Firenze per la Leopolda fino ai progetti per le ex zone industriali di Genova. A valutare i vari programmi sarà una specifica cabina di regia operativa dal 7 settembre e che vedrà tra i propri membri rappresentanti degli enti locali, dei ministeri, della Cassa depositi e prestiti e del demanio.

Project bond
È lo strumento principe con cui il governo cercherà di convogliare risorse private sulla realizzazione delle grandi opere pubbliche. In pratica le società che vinceranno gli appalti saranno autorizzate ad emettere obbligazioni la cui aliquota fiscale sarà agevolata , essendo fissata al 12,5% invece del normale 20%. In questo modo il governo pensa si possano riuscire a rastrellare almeno una quarantina di miliardi di euro, necessari alla realizzazione delle grandi infrastrutture. Un programma ambizioso che potrebbe mettere in moto migliaia di aziende impegnate nell’indotto.

Detrazioni Irpef sulle ristrutturazioni
Era la misura più attesa soprattutto dalla piccola e media impresa. La norma eleva dal 36% al 50% le detrazioni Irpef sulle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni private. Si tratta di un provvedimento rivolto soprattutto alle famiglie e che some detto coinvolgerà sul fronte lavorativo soprattutto le piccole e medie imprese che operano non solo direttamente nel campo edilizio, ma in tutto l’indotto legato al mondo delle costruzioni. Certo, sperare che in un periodo di forte crisi le famiglie italiane decidano in massa di operare ristrutturazioni abitative è forse irreale, ma di certo questo provvedimento può essere un segnale importante di sostegno all’intero settore edilizio.

Detrazione Iva sulle infrastrutture
È l’ultima delle idee partorite in sede governativa ed è stata pubblicamente annunciata qualche giorno fa dal viceministro allo Sviluppo economico Mario Ciaccia. Tra l’altro, come sopra accennato, è una delle misure che potrebbero essere prese in esame già nel Consiglio dei ministri di domani. Si prevede una defiscalizzazione dei lavori per opere infrastrutturali, come porti, autostrade o rigassificatori, attraverso l’abbattimento dell’Iva. Un provvedimento che, secondo quanto specificato dallo stesso viceministro Ciaccia, potrebbe avere un valore pari al 5-6% del Pil, ossia circa 80 miliardi di euro, a fronte dei circa 300 miliardi di investimenti in opere infrastrutturali previsti da qui al 2020.

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