Economia

Ecco come sarà l’Inps del futuro

Dopo l’addio del direttore generale Massimo Cioffi, via libera alla riforma voluta dal presidente dell’ente Tito Boeri

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Giuseppe Cordasco

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Sembrano non esserci più ostacoli, almeno di natura interna all’ente, al via libera della riforma organizzativa dell’Inps voluta fortemente dal suo presidente Tito Boeri. Non era infatti un mistero che proprio Massimo Cioffi, direttore generale dell’ente previdenziale, avesse finora in più occasioni, anche nel corso di audizioni parlamentari, espresso le maggiori contrarietà alla riorganizzazione dell’organigramma dell’ente proposta da Boeri. Adesso, con le dimissioni di Cioffi annunciate proprio in queste ore, il semaforo verde ai progetti del presidente dell’Inps appare scontato.

Nuovo organigramma
La riorganizzazione amministrativa dell’ente, che nelle intenzioni di Boeri dovrebbe apportare anche importanti benefici economici, prevede, tra le altre cose, la riduzione da 48 a 36 delle attuali direzioni e un riequilibrio della loro distribuzione, passando da 33 a 14 direzioni centrali e da 15 a 22 territoriali.

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Insomma una piccola rivoluzione, che ha trovato comunque sponda valida nel ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha sempre sostenuto i programmi di Boeri. Anche perché quest’ultimo, si è comunque sempre dimostrato disponibile nel recepire le osservazioni che di volta in volta sono arrivate proprio da ambiti ministeriali.

Altre novità
Ma la riforma della struttura amministrativa non sarà l’unica novità a cui andrà incontro la nuova Inps di Boeri. Cambiamenti significativi ci saranno innanzitutto in materia di divisione di ruoli e poteri tra presidente e direttore generale, incarico quest’ultimo per il quale presto sarà trovato il sostituto di Cioffi.

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Ma anche per quanto concerne i criteri di selezione dei nuovi dirigenti, con una funzione istruttoria che sarà affidata a una Commissione di esperti esterni. E tra le nuove possibilità che saranno offerte alla dirigenza dell’ente previdenziale, ci sarà anche quella di effettuare nuove assunzioni con i risparmi derivanti proprio dalla riduzione delle direzioni.

Gli ultimi dubbi
In tema di razionalizzazione del modello dirigenziale, gli unici dubbi in capo all’Inps restano quelli relativi alla governance. Qui a decidere infatti dovrà essere il Parlamento dove già sono state avanzate numerose proposte in materia. Tra le idee circolate, c’è anche quella dello stesso presidente Boeri che, tra le altre cose, prevede un direttore generale nominato e revocavo da un Cda di 3 persone che coopta il presidente e un Collegio sindacale di 5 membri invece dei 9 attuali.

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Tra le tante proposte alternative, che come detto giacciono in Parlamento, c’è quella che porta la prima firma di Cesare Damiano del Pd e che risale addirittura al 2013. Essa prevede, tra le altre cose, un direttore generale, un Cda con 5 membri che cooptano il presidente, e un Collegio dei revisori con 3 membri.

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