Economia

Istat: disoccupazione in calo come nel 2012

Con un tasso di occupazione al 59,2% la disoccupazione è scesa al 9,7%

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Barbara Massaro

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Occupazione ai massimi storici. Da quando l'Istat registra dati ed elabora statistiche (1977) in Italia la percentuale degli occupati non aveva mai raggiunto il livello record del 59,2% con il tasso di disoccupazione al 9,7% in ulteriore calo dello 0,1% a giugno. Si tratta del tasso più basso dal gennaio 2012. 

Un po' di numeri

I dati, che senza dubbio, rappresentano una buona notizia, vanno contestualizzati e analizzati per comprendere il contesto socio economico nel quale l'Italia si trova.

Entrando nello specifico dei numeri presentati dall'Istituto di ricerca si scopre che il numero di donne che hanno un lavoro a giugno è aumentato di 15.000 unità mentre quello degli uomini che lavorarno è sceso di 21.000 persone.

Coloro che hanno un lavoro fisso sono in crescita di 43.000 unità, chi ha un contratto a termine è in aumento di 10.000 unità, mentre gli indipendenti sono in calo di 58.000 unità. A conti fatti, quindi, a giugno si sono persi 6.000 posti di lavoro. 

Come vanno interpretati i dati

Il fatto che gli occupati non aumentino e che calino i disoccupati e gli inattivi significa che non si è di fronte ad alcuna ripresa di produzione perché non sono aumentati i posti di lavoro, semplicemente si è contratta la forza lavoro.

A guardare le fasce d'età si comprende ancora meglio quello che sta succedendo.

La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è scesa di un punto e mezzo percentuale rispetto a maggio e si attesta a quota 28,1%.

I giovani disoccupati sono diminuiti di 28.000 unità che, caso vuole, siano le stesse unità di cui è aumentato in numero dei giovani inattivi.

Questo, secondo gli analisti, può significare che, con la stagione estiva alle porte, i ragazzi senza occupazione abbiano semplicemente smesso di cercare lavoro per ripensarci a settembre.

Aumenta invece, su base annua, il numero degli occupati con più di 50 anni che segna una crescita dello 0,5% (+115.000 unità) complici politiche sociali e lavorative che aiutano i padri di famiglia a rientrare nel mondo del lavoro e a rimanerci.

Leggendo, infine, i dati su base annua si nota che la tendenza alla crescita è costante da inizio 2019 con la percentuale degli occupati fissi che continua a crescere (+0,8%) per merito soprattutto del decreto dignità e della costante preoccupazione dell'esecutivo a sostenere il lavoro e la crescita. 

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