Economia

Diritti tv della Serie A: ecco perché l'Antitrust indaga su Sky e Dazn

Nel mirino dell'autorità pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti degli utenti. Non (per ora) la qualità del servizio offerto

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Giovanni Capuano

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L'Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha avviato due indagini nei confronti di Sky e Dazn, broadcaster che si sono assicurati i diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021 e che ogni settimana trasmettono in esclusiva le dieci partite del campionato. I procedimenti sono stati aperti per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti degli utenti e si riferiscono al modo in cui le piattaforme hanno commercializzato e pubblicizzato la propria offerta televisiva legata al calcio.

Tutto nasce dalle segnalazioni di alcune associazioni di consumatori e da singoli utenti, convinti che le camapagne promozionali di Sky e Dazn nascondessero alcuni vincoli non correttamente indicati al momento della sottoscrizione degli abbonamenti.

È lo sviluppo della rivoluzione dei diritti tv nel calcio italiano. Dopo anni in cui il prodotto veniva ceduto per piattaforma (satellitare, digitale terrestre e internet), nella primavera del 2018 la Lega Serie A ha introdotto la novità della vendita per esclusiva sul prodotto che, in assenza di offerta da parte di Mediaset Premium, ha portato sul mercato italiano il Gruppo Perform con la sua piattaforma di streaming Dazn.

 

Perché l'Antitrust indaga su Dazn

Nel mirino dell'Autorità non ci sono (per ora) i problemi di fruizione del prodotto su Dazn, che nelle prime settimane di diretta delle partite di Serie A (debutto con Lazio-Napoli, poi Sassuolo-Inter e Napoli-Milan) ha obbligato molti utenti a slalom tra connessioni, device e aggiornamenti con il risultato di creare malumori per visioni mancate o parziali e per la qualità del segnale reputata non all'altezza.

L'Antitrust, su segnalazione di associazioni di consumatori, ha messo nel mirino le campagne pubblicitarie e promozionali a partire dal claim "quando vuoi, dove vuoi" con cui Perform ha lanciato in Italia il nuovo servizio, impropriamente definito la Netflix del calcio.

Secondo l'ipotesi di violazione dei diritti degli utenti, la comunicazione di Dazn lascerebbe intendere la possibilità di utilizzare il servizio in streaming ovunque senza sottolineare vincoli e limitazioni tecnologiche legate alla stabilità e potenza della connessione.

Inoltre, l'offerta del "mese gratuito" per provare Dazn porterebbe il consumatore ha immaginare di non dover sottoscrivere all'inizio alcun abbonamento mentre, in realtà, la creazione dell'account per attivare il servizio maschera la stipula di un contratto con rinnovo automatico e obbliga il cliente ad esercitare la facoltà di recesso nei tempi e nei modi previsti dalla legge per tornare in possesso dell'importo per i mesi successivi addebitato al momento dell'iscrizione.

Perché l'Antitrust indaga su Sky

Per Sky l'ipotesi di violazione dei diritti dell'utente è duplice. Per i nuovi abbonati, l'Antitrust cerca di capire se le modalità di pubblicizzazione dell'offerta abbiano fornito adeguate informazioni sul nuovo sistema delle esclusive che di fatto ha privato l'emittente satellitare di tre delle dieci gare del week end con particolare riferimento all'anticipo del sabato sera alle ore 20,30.

Per chi, invece, aveva già un abbonamento al pacchetto Calcio, il sospetto è che siano mancate informazioni circa la possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza restituzione degli sconti fruiti in presenza di un'offerta sostanzialmente ridotta, avendo perso Sky la titolarità della totalità del prodotto Serie A per il prossimo triennio.

Gli abbonati, insomma, sarebbero stati indotti a pensare che nulla era cambiato mentre nella realtà per vedere tutto bisognava passare da Dazn. Con una spesa aggiuntiva e una tecnologia nuova.

Sky e Dazn hanno fatto sapere di essere serene sul proprio operato e pronte a collaborare con l'Autorità Garante per chiarire tutti gli aspetti oggetto dellìapertura dei procedimenti istruttori.

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