Def approvato: crescita tagliata dello 0,4%

Nel 2016 Pil a +1,2% e non a +1,6%, deficit al 2,3%, debito al 132,4%. Nessuna manovra correttiva, un "termine rottamato", ha detto il premier Renzi

Renzi-Padoan

Il presidente del consiglio Matteo Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Palazzo Chigi – Credits: Giuseppe Lami/Ansa

È stato approvato il Def (Documento di Economia e Finanza). Il Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha snocciolato i dati frutto di uno "sforzo riformatore" che ha portato a una crescita positiva, sostiene, ma di certo di gran lunga inferiore a quella stimata.

Il governo prevede infatti una crescita dell'1,2% del Pil italiano nel 2016, rispetto all'1,6% stimato, un buon 0,4% in meno a fronte di un deficit confermato al 2,6% per il 2015, al 2,3% per il 2016 e all'1,8% per il 2017 un dato "assolutamente compatibile con il quadro europeo" ha dichiarato lo stesso Padoan.

La crescita dunque "accelera rispetto al 2015, anno di crescita positiva dopo tre anni di recessione", ha aggiunto il ministro sottolineando che "è stata trainata dall'effetto delle misure del governo e si accompagna con un
continuo miglioramento delle finanze pubbliche sia in termini di saldo deficit/pil che di debito che scende a cominciare dal 2016".

E proprio il debito si attesterà nel 2016 al 132,4% per poi scendere al 130,9% nel 2017, al 128,0% del Pil nel 2018 e al 123,8% nel 2019.

Ma è ovvio che la revisione al ribasso del pil per il 2016 non può restare inosservata. "Il fatto che ci sia una revisione all'1,2% è un fatto di serietà" ha detto Renzi. "La crescita accelera del 50 per cento rispetto al 2015, nel 2016 andremo meglio".

Lo sforzo riformatore del governo italiano "permette al Paese di utilizzare le clausole di flessibilità consentite ad un Paese che abbia le finanze pubbliche in ordine" ha spiegato Padoan. "Abbiamo fissato l'obiettivo dello 0,5% di Pil di introiti delle privatizzazioni. Stiamo esaminando varie opzioni che ci permetteranno di raggiungere quell'obiettivo".

Il premier Matteo Renzi si è affrettato a chiarire che "non ci saranno altre manovre correttive mai effettuate in 26 mesi di convicenza. È un termine che abbiamo rottamato, appartiene al passato".

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