Economia

Def 2018, le cose da sapere

Varato il Documento di Economia e Finanza. Crescita prevista dell’1,5%. Ma, in assenza di un nuovo governo, non c‘è alcuna misura programmatica.

Gentiloni_Padoan

Andrea Telara

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Il tempo a disposizione stava per scadere e non si poteva fare altrimenti: oggi, come preannunciato, il governo Gentiloni ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) 2018, anche se il compito di scriverlo spetterebbe a un nuovo esecutivo, appoggiato dal Parlamento appena insediatosi dopo le elezioni del 4 marzo. 

Poiché il responso delle urne non ha portato ancora alla formazione di un governo, il premier Paolo Gentiloni e i suoi ministri hanno presentato ugualmente il Documento di Economia e Finanza per portarlo poi all’esame delle autorità dell’Unione Europea, rispettando la scadenza prestabilita di fine aprile. La particolarità del Def 2018, come ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda è di essere un documento “tecnico, a politiche invariate”.  Che cosa significa? 

Documento tecnico

Vuol dire che nel Def di quest’anno non sono indicati obiettivi di aumento o di taglio delle tasse e delle spese. Vengono solo scritte nero su bianco le previsioni sull’andamento dei principali indicatori dell’economia italiana nel prossimo triennio, nell’ipotesi che nulla cambi nelle regole fiscali ed economiche oggi in vigore. Niente nuove tasse e soliti capitoli di spesa, insomma. Se l’attuale scenario non muterà, secondo il governo il pil italiano crescerà dell’1,5% nel 2018, dell’1,4% nel 2019 e dell’1,3% nel 2020. 

Nello stesso tempo, il rapporto deficit pil dovrebbe attestarsi all’1,6% (dal 2,3% del 2017) mentre il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo imboccherà con lentezza una china discendente:  sarà pari al 130,8% nel 2018, per poi calare al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020. Resta da vedere, però, cosa accadrà nella politica italiana da qui all’autunno prossimo. 

Il banco di prova della manovra

Non va dimenticato, infatti, che  il Def non è una vera e propria manovra economica contenente una lunga lista di nuove tasse o di tagli alla spesa. Quelli arriveranno soltanto a ottobre, con la presentazione della Legge di Stabilità del 2019, cioè la manovra del prossimo anno. Il Def è soltanto un documento programmatico con cui il governo Gentiloni fa una stima sull’andamento dei conti pubblici del prossimo triennio, scrivendo appunto nero su bianco la crescita attesa del pil, l’ammontare del deficit e del debito pubblico da qui al 2020.

La scrittura del Def è dunque un banco di prova meno impegnativo della Legge di Stabilità. Sarà invece assai difficile scrivere quest’ultima, senza un nuovo governo che abbia la piena fiducia del Parlamento. 

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