Economia

Def 2018, le cose da sapere

La nuova maggioranza Lega - 5 Stelle prepara una risoluzione per fermare l'aumento dell'iva, già impegnandosi nel Documento di Economia e Finanza

Governo: voto di fiducia a Montecitorio

Andrea Telara

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La formula scelta è quella che, in gergo parlamentare, viene definita risoluzione della maggioranza e verrà discussa in aula il 19 giugno. Così il governo Lega-5Stelle guidato da Giuseppe Conte inizia ad affrontare la spinosa questione dell'aumento dell'iva, in occasione della presentazione del Def, il Documento di Economia e Finanza. Va ricordato infatti che da gennaio 2019, se non verranno programmati dei tagli alla spesa, l'imposta sul valore aggiunto salirà di qualche punto (dal 22 al 24,2% l'aliquota ordinaria), per via delle clausole di salaguardia, cioè gli impegni presi dall'Italia con l'Europa negli anni passati, in cambio di un po' di flessibilità nel bilancio pubblco.

Per disinnescare le clausole di salvaguardia, occorre che il governo di Roma programmi dei tagli alla spesa per il 2019 e può farlo già da oggi in via preliminare, in occasione appunto del varo del Def, che è un documento un documento  con cui viene fatta una stima sull’andamento dei conti pubblici del prossimo triennio, scrivendo nero su bianco la crescita attesa del pil, l’ammontare del deficit e del debito pubblico da qui al 2020

 Il Documento di Economia e Finanza del 2018, però, presenta una particolarità: esiste già da più di un mese e non è stato scritto dal governo Conte attualmente in carica. Alla fine di aprile, infatti, lo ha preparato il governo Gentiloni, ben sapendo però che il compito di scriverlo spettava invece a un nuovo esecutivo, appoggiato dal Parlamento insediatosi dopo le elezioni del 4 marzo. 

Poiché la formazione di un nuovo governo Lega-5Stelle è stata lunga e difficile, l'ex-premier Paolo Gentiloni e i suoi ministri hanno deciso di varare  ugualmente il Documento di Economia e Finanza per portarlo poi all’esame delle autorità dell’Unione Europea, rispettando la scadenza prestabilita di fine aprile. Proprio per questa ragione, il Def 2018,è un report “tecnico, a politiche invariate”. 

I numeri dell'economia

Ciò significa che nel documento di quest’anno, almeno nella versione iniziale, non sono indicati obiettivi di aumento o di taglio delle tasse e delle spese. Vengono solo scritte nero su bianco le previsioni sull’andamento dei principali indicatori dell’economia italiana nel prossimo triennio, nell’ipotesi che nulla cambi nelle regole fiscali ed economiche oggi in vigore. Niente nuove tasse e soliti capitoli di spesa, insomma. Se l’attuale scenario non muterà, il pil italiano dovrebbe dell’1,5% nel 2018, dell’1,4% nel 2019 e dell’1,3% nel 2020. 

Nello stesso tempo, il rapporto deficit pil dovrebbe attestarsi all’1,6% (dal 2,3% del 2017) mentre il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo imboccherà con lentezza una china discendente:  sarà pari al 130,8% nel 2018, per poi calare al 128% nel 2019 e al 124,7% nel 2020.

Il banco di prova della manovra

Non va dimenticato, però , che  il Def non è una vera e propria manovra economica contenente una lunga lista di nuove tasse o di tagli alla spesa. Quelli arriveranno appunto soltanto a ottobre, con la presentazione della Legge di Stabilità del 2019, cioè la finanziaria del prossimo anno. Il compito di scrivere quest’ultima spetta ora al governo Conte che, a differenza di quello di Gentiloni, gode della piena fiducia del Parlamento. Per dare un segnale all'Europa, Conte e i suoi ministri hanno tuttavia scelto di presentare una risoluzione di maggioranza accompagnata al Def, con cui assumeranno primo impegno a fare i tagli e a disinnescare l'aumento dell'iva. I conti veri e propri, però, si faranno in autunno.

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