Economia

Decreto clima: cosa sarebbero e come funzionerebbero i bonus green

Al momento il piano del governo slitta per mancanza di coperture, ma il Ministro Costa ribatte: "Lo faremo a breve"

Roma: traffico in tilt sciopero

Barbara Massaro

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Tante idee, ma pochi soldi. Nonostante i proclami del neonato governo Conte e i progetti più o meno riformisti dell'esecutivo per un momento si è a un nulla di fatto su molti fronti, a partire da quello ambientale.

Slitta il decreto clima

In questi giorni si è tanto parlato del cosiddetto Decreto Clima, ovvero quella bozza programmatica che prevedeva bonus fiscali, sconti, incentivi e detrazioni per cittadini, aziende e istituzioni pubbliche sensibili alla causa ambientalista.

Se ne sarebbe dovuto parlare al prossimo Cdm, ma al momento slitta tutto per mancanza di coperture come dicono fonti interne al Ministero dell'Ambiente e come si mormora in Transatlantico. E lo stesso Ministro Sergio Costa in conferenza stampa ha preso tempo asserendo: "Con il decreto legge sul Clima l'ambiente torna finalmente a tessere l'azione di governo e ad occupare un ruolo centrale nel dibattito politico. Si tratta di un provvedimento corposo, che proprio per questo richiede la massima condivisione, solo così può funzionare. Stiamo quindi lavorando in un clima di grande confronto affinché il testo finale possa approdare nel più breve tempo possibile in Consiglio dei Ministri".

"Sono convinto - ha spiegato Costa - che sapremo trovare la giusta sintesi per rendere finalmente effettive tutte le misure in grado di mettere in moto il tanto auspicato 'Green new deal', che comporti un radicale cambio di paradigma culturale e porti a inserire la protezione dell'ambiente nel nostro sistema costituzionale. Per farlo il decreto interverrà con misure urgenti nei settori considerati più vulnerabili ai cambiamenti climatici, con l'obiettivo di incentivare comportamenti e azioni virtuose in tempi brevi".

Si tratta di una serie di nuove proposte che punta a promuovere lo sviluppo di un'economia green (filosofia politico economica che non convince tutti gli studiosi che ne evidenziano i limiti e il mal celato populismo che nasconde) o come recita il testo della bozza un'economia "per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell'economia verde"

Bonus per la rottamazione

Si parte dalle vetture private. Il nuovo esecutivo propone uno sconto fiscale - sotto forma di credito d'imposta - da 2000 euro per chi sceglie di rottamare un'auto di classe inferiore all'Euro 4. Il credito d'imposta potrà essere utilizzato entro i successivi 5 anni sotto forma di abbonamento al trasporto pubblico locale o servizio di sharing mobility con veicoli elettrici e a zero emissioni.

Scuolabus green

Sempre in tema di mobilità urbana la bozza prevede una politica d'incentivo del servizio di scuolabus a ridotte emissioni per gli istituti per l'infanzia, primari e secondari di primo grado delle città metropolitane su cui grava la procedura di infrazione Ue causa inquinamento.

Si tratta di un fondo da 10 milioni l'anno ricavato dal Ministero dell'Ambiente e per le famiglie che sceglieranno gli scuolabus ecologici è prevista una detrazione fino a 250 euro sulle spese sostenute.

Taglio dei sussidi inquinanti

Il Governo, poi, sta studiando un progressivo taglio dei sussidi inquinanti nella misura del 10% a partire dal 2020 per poi arrivare alla totale eliminazione degli stessi entro il 2040 (tema questo che causa frizioni all'interno della maggioranza visto che potrebbe determinare un sensibile aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese).

La bozza del testo recita: "Le spese fiscali dannose per l'ambiente indicate nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi sono ridotte nella misura almeno pari al 10% annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040". Calcolatrice alla mano lo Stato andrà a risparmiare un bel po' di denaro destinato a finire in un fondo creato ad hoc presso il ministero dell'Economia per finanziare "innovazione, tecnologie e modelli di produzione e consumo sostenibili".

Piattaforma per la qualità dell'aria

Sempre in ottica di green economy il nuovo esecutivo punta a creare una piattaforma per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria.

Tale organismo sarà istituito presso la Presidenza del Consiglio e sarà presieduto dal premier in persona. Si tratta di una piattaforma polifunzionale e trasversale a diversi dicasteri (tra i quali economia, ambiente e politiche agricole) che avrà lo scopo di - si legge nel testo - "individuare le aree con maggiori impatti delle emissioni, redigere un Programma nazionale per il monitoraggio e la riduzione dell'inquinamento atmosferico, monitorare gli investimenti sulla mobilità sostenibile e l'abbandono delle fonti fossili di produzione di energia, studiare gli impatti positivi occupazionali, sanitari ed economici derivanti da una riduzione delle emissioni".

Sviluppo dei parchi nazionali e tutela degli ecosistemi

Tutti i 24 parchi nazionali che esistono in Italia - secondo quanto prevede la bozza del decreto Clima - verranno definiti "zone economiche ambientali a regime economico speciale" e questo determinerà finanziamenti e detrazioni fiscali speciali per le attività produttive ecosostenibili che verranno sviluppate all'interno dei parchi stessi

Sconti per i prodotti plastic free

Infine il Governo studia la maniera per incentivare la vendita di prodotti sfusi o a zero imballaggio di plastica.

Si ragiona sull'ipotesi di uno sconto del 20% (sotto forma di credito d'imposta) sia per chi compra sia per chi vende prodotti alimentari e non sfusi o comunque privi di confezioni di plastica.

La bozza recita: "Al fine di ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti, per gli anni 2020, 2021 e 2022 è riconosciuto un contributo pari al 20% del costo di acquisto di prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi primari o secondari".

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