Economia

Decreto clima: dentro anche il bonus rottamazione per motorini

Stralciato però lo scomodo provvedimento per la riduzione dei sussidi ambientali dannosi

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Barbara Massaro

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Incentivi alla rottamazione di auto euro 3 e motorini e fondi a disposizione per chi compra prodotti sfusi e a impatto zero.

Cos'è il decreto clima

Il green new deal ideato del governo Conte bis assorbe sempre più denaro pubblico e punta tutto sull'ecologia. Il prossimo CdM, infatti, discuterà la seconda bozza del cosiddetto decreto clima o ambiente che nella sua dicitura completa si chiama: "decreto legge per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell'economia verde".

Dai green corner al bonus mobilità

Si tratta dell'enciclica governativa della presunta rivoluzione ecologista all'italiana che prevede, tra l'altro, contributi fino a 5.000 euro per gli esercenti che attrezzano green corner all'interno delle proprie strutture per la vendita di prodotti sfusi o alla spina che essi siano alimentari o dedicati all'igene personale per un valore di 20 milioni totali spalmati tra il 2020 e il 2021. I contenitori offerti dagli esercenti dovranno essere riciclabili e non mono uso e il green point dovrà rimanere attivo per almeno 3 anni.

Il buono mobilità, invece, arriva a un massimo di 1.500 euro valido per la rottamazione delle auto Euro 3 e di 500 euro per i motorini euro 2 e 3.

L'incentivo può essere sfruttato per l’acquisto di un abbonamento al trasporto pubblico e le risorse disponibili sono pari a 255 milioni. Chi non volesse girare in tram e metropolitana potrà godere del denaro pubblico per acquistare una bicicletta normale o elettrica. Va precisato, però, che il bonus rottamazione potrà essere richiesto solo da coloro che risiedono in una città italiana interessata da procedure d'infrazione europea per ridurre le emissioni di CO2.

Che fine ha fatto la riduzione dei sussudi ambientali dannosi?

Il delicato e discusso passaggio circa la riduzione dei sussidi ambientali dannosi è stato invece stralciato e in teoria dovrebbe finire all'interno della prossima legge di bilancio Il principale obiettivo del Catalogo dei sussidi ambientali dannosi predisposto dal Ministero dell’Ambiente è quello di mettere in condivisione la conoscenza delle modalità di utilizzo dei fondi dello Stato attraverso spese dirette o spese indirette e fiscali che favoriscono a vario titolo le attività economiche sul territorio, al fine di identificarne gli effetti dannosi per l’ambiente.

Tali sussidi, in ottemperanza al decreto di Parigi, dovrebbero venire ridotti, ma gli interessi in ballo sono tanto articolati e complessi che la risoluzione del problema appare ancora lontana. 

Dei 14 articoli iniziali da cui era composta la prima bozza ministeriale ne sono rimasti solo 11. Oltre ai 20 milioni di i green corner e i 255 per il bonus rottamazione da Palazzo Chigi dovrebbero piovere altri 40 milioni destinati al prolungamento delle corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale.

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