Economia

Debito pubblico, i programmi dei partiti per le prossime elezioni

Stimoli alla crescita, investimenti e avanzo primario. Le ricette delle forze politiche per migliorare le finanze italiane

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Andrea Telara

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Sull’obiettivo finale, almeno a parole, sembrano tutti d’accordo: bisogna ridurre il gigantesco debito pubblico italiano, che oggi ammonta a quasi il 130% del pil . E’ questo il proclama di dei maggiori partiti che si affronteranno nelle prossime elezioni del 4 marzo. Un po’ diverse, però, sono le ricette con cui ogni forza politica vuole alleggerire questa pesante zavorra del debito. Ecco, di seguito, una panoramica sulle loro ricette.

Centrodestra

Il centrodestra propone una riduzione graduale del rapporto/debito pil, fino al 100% (dall’attuale 130%) . Per raggiungere il risultato, bisogna stimolare innanzitutto la crescita economica (cioè il pil) grazie a una massiccia riduzione delle tasse ma occorre anche un consistente avanzo primario (la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato , senza tenere conto degli interessi passivi). Il maggior partito della coalizione, cioè Forza Italia, spinge anche anche per un piano di privatizzazioni.

Partito Democratico

L’obiettivo del Pd è portare il rapporto debito/pil al 100% nell’arco di un decennio. Per riuscirci, secondo il partito guidato da Matteo Renzi, bisogna agire su due fronti. Innanzitutto, bisogna far crescere costantemente il prodotto interno lordo di almeno un punto e mezzo all’anno in termini reali, a cui si aggiungerebbe un’inflazione annua di circa il 2% (come programmato dalla Bce).

Contemporaneamente, per il Pd occorre tenere sotto controllo i conti pubblici mantenendo sopra il livello del 2% del pil l’avanzo primario. In questo modo, grazie a una crescita moderata dell’economia e a un contenimento del deficit, il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo può scendere di oltre 3 punti percentuali all’anno.

Si tratta di una strategia che segue i dettami del Fiscal Compact, il trattato europeo che prevede la riduzione graduale del debito pubblico di tutti i membri dell’Eurozona. Il Pd vuole però che, nel calcolo del deficit, non si tenga conto di alcune voci di spesa per gli investimenti, in particolare quelli per la ricerca e nelle infrastrutture.

Movimento 5 Stelle

Più volte il leader del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio, ha prospettato la possibilità di sforare il tetto del deficit del 3% del pil fissato dai trattati europei. Lo sforamento dei parametri comunitari, però, deve servire a finanziare investimenti a elevato moltiplicatore, cioè con un alto impatto sulla crescita economica. In questo modo, secondo il Movimento 5 Stelle, il prodotto interno lordo crescerebbe più velocemente dell’indebitamento, facendo scendere il rapporto debito/pil.

Liberi e Uguali

Anche movimento guidato da Piero Grasso propone che, nel calcolo del deficit, non si tenga conto di alcune voci di spesa per gli investimenti. Contemporaneamente, Liberi e Uguali vuole portare avanti un’iniziativa in Europa per creare una forma di mutualizzazione dei debiti pubblici di tutti gli stati, attraverso il meccanismo prospettato dall’economista Marcello Minenna. In pratica, il progetto di Liberi e Uguali prevede che il Fondo Salva Stati svolga una funzione di garante dei debiti pubblici di tutte le nazioni dell’Eurozona.

Nello stesso tempo è previsto che ciascun paese sia obbligato a versare allo stesso fondo una sorta di premio (come si trattasse di stipulare una polizza assicurativa). Il premio sarà proporzionale al grado di rischiosità di ogni debito pubblico, calcolato secondo l’ammontare dello spread (il differenziale di rendimento rispetto ai titoli di stato della Germania, il paese europeo considerato oggi più solido dal punto di vista finanziario).  

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