Crisi, boom dei suicidi

Sono state 32 le persone, tra imprenditori e disoccupati, che si sono tolte la vita a causa delle difficoltà economiche

Una manifestazione contro i suicidi (Credits: Ansa)

Giuseppe Cordasco

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E’ uno dei conteggi più amari e dolorosi che negli ultimi tempi tocca fare quando si parla di crisi economica. Ci riferiamo a quello dei suicidi che purtroppo continuano a rimanere drammaticamente una delle spie più evidenti di come le difficoltà economiche continuino letteralmente a strozzare migliaia di imprenditori e lavoratori. A raccogliere i dati è Link Lab, il Laboratorio di ricerca socio-economica dell’Università “Link Campus University”. E se nel 2012 i suicidi totali imputabili a ragioni di carattere economico e finanziario erano stati 89, nel primo trimestre di questo 2013 siamo purtroppo già arrivati a quota 32, ossia circa il 40% in più di quelli registrati l’anno scorso nello stesso periodo. Una vera e propria recrudescenza che segnala una fase quanto mai acuta di difficoltà, in perfetta antitesi rispetto a chi ritiene che saremmo già in una situazione di fuoriuscita dalla crisi.

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Una recrudescenza che tra l’altro si è fatta evidente soprattutto nell’ultimo mese di marzo quando ben 16 tra imprenditorie lavoratori si sono tolti la vita, al ritmo impressionante di 2 al giorno. L’oppressione dei debiti, il baratro del fallimento o la perdita di un’occupazione sembrano essere particolarmente insopportabili per i soggetti che vanno dai 45 ai 54 anni. E’ proprio in questa fascia di età infatti, che si registrano i maggiori suicidi con un’incidenza del 34,4%. A seguire quella dai 35 ai 44 anni, con il 32,1%. Tra essi la maggioranza è rappresentata da lavoratori disoccupati. Sono stati ben 16, il triplo rispetto ai primi tre mesi del 2012, quelli che hanno scelto l’insano gesto sopraffatti dalle difficoltà economiche dovute alla perdita del lavoro. Sono stati invece 14 gli imprenditori spinti al suicido dal rischio di insolvenza e fallimento.

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Particolare forse macabro, ma significativo, è quello riguardante la modalità scelta per togliersi la vita. Ben 13, la maggioranza, ha scelto infatti l’impiccagione. Solo in 4 casi invece è stato registrato invece l’uso di un’arma da fuoco. Per quanto riguarda poi l’area del Paese più colpita dalla tragedia dei suicidi di imprenditori, in testa si conferma il Nord, e in particolare la Regione Veneto, che con 8 decessi guida questa triste classifica. Nel dettaglio, nelle Regioni settentrionali in questi primi tre mesi del 2013 sono stati 29 gli imprenditori che si sono tolti la vita, poi a seguire il Sud con 6, il Centro con 5 e le Isole con 2. E a fronte di chi riesce purtroppo a portare a compimento il proposito di togliersi la vita, ci sono invece una serie di casi in cui l’insano gesto, fortunatamente, va a vuoto. Un numero però quello dei tentati suicidi anch’esso in preoccupante aumento. Sono stati ben 11 i casi registrati nel primo trimestre del 2013, di cui otto nel solo mese di marzo.

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