Italia, crisi finita? Anche no

Per l’Ocse si tratta di un primo “cambiamento positivo”. Ma alcuni indicatori continuano a essere al ribasso. Molto dunque dipenderà dalle scelte dell’esecutivo

Cartelli di affitti e vendita affissi in una strada di Roma in una immagine di archivio (Credits: ANSA)

Stefania Medetti

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Le economie dei principali Paesi industrializzati stanno riprendendo quota. Lo certificano i dati dell’Ocse , l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico: il superindicatore economico  che monitora l’andamento economico dei 33 Paesi membri è cresciuto ad aprile passando a 100.6, contro il 100.5 di marzo. Una piccola variazione che, però, mantiene l’indicatore sopra il valore medio di lungo periodo di 100. Il superindicatore, in realtà, conferma le previsioni semestrali rese note il mese scorso: la ripresa economica si va rafforzando, ma le principali economie continuano a crescere a velocità diverse, con Stati Uniti e Giappone in testa. A fronte di una media del +1,2% per il 2013 e +2.3% per il 2014, gli Stati Uniti fanno da apripista e dovrebbero crescere più velocemente di altre economie, con +1,9 e +2,8% per il prossimo anno. Andamento irregolare, invece, per il Giappone, rispettivamente con +1,6% e +1,4%. Per l’Eurozona, l’Ocse ha messo in preventivo un altro anno di recessione con -0,6%, prima che l’economia riprenda quota nel 2014 con +1,3%. 

I dati del superindicatore sostengono le previsioni semestrali. L’indicatore per gli Stati Uniti si conferma a 101.0, mentre il Giappone, grazie a un potente stimolo monetario, passa da 101.1 a 101.9. L’indice per l’Eurozona  è passato da 100.0 a 100.01. In Germania, l’indicatore ha il segno più: da 99,9 a 100.0. In Francia è stabile per il terzo mese consecutivo a 99.6. L’Italia, e questa è la grande novità, cresce da 99.8 a 99.9. Il cambiamento è stato definito “positivo”, ma ancora non basta. L’economia italiana, infatti, ha subito una contrazione  per il settimo trimestre consecutivo fra gennaio e marzo. La produzione industriale ha perso lo 0,3% ad aprile, ha reso noto l’Istat. Gli economisti prevedono che dopo il -2,4% dello scorso anno, il 2013 potrebbe chiudersi a -1,5%. 

Secondo l’Ocse , dunque, la recessione in Italia continuerà per tutto il 2013, come effetto delle misure fiscali straordinarie e delle condizioni restrittive del credito che impattano in maniera negativa sulle attività economiche. L’occupazione e le ore lavorate continueranno a calare, intaccando in maniera negativa i budget familiari e la propensione al consumo. Sotto questo fronte, un dato incoraggiante è rappresentato dal pagamento degli arretrati da parte del Governo. Per il 2014, dunque, nonostante un rafforzamento atteso per le esportazioni e un minor consolidamento fiscale, la crescita sarà ancora contenuta. Le misure intraprese finora, però, dovrebbero avere successo nel contenimento del debito sotto il 3% del Pil nel 2013 e del 2,25% nel 2014. I suggerimenti da parte dell’Ocse per la piena ripresa, dunque, sono: consolidamento delle riforme per la crescita introdotte dal 2012, contenimento della spesa pubblica e mantenimento della pressione fiscale. 

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