La Cina punta sull'urbanizzazione

Per ricominciare a crescere Pechino ha chiesto a 250milioni di contadini di trasferirsi in città

Nuove città cinesi, in crescita (Credits: PETER PARKS/AFP/Getty Images)

Claudia Astarita

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La Cina si sta preparando per iniziare una nuova lunga marcia. Diversa da quella degli anni '30, quando, per sottrarsi alle ripetute offensive dell'esercito nazionalista, Mao Zedong e tutti i suoi seguaci percorsero dodicimila chilometri a piedi per raggiungere un luogo più sicuro da cui riorganizzarsi e ripartire alla conquista di Pechino. Solo 4mila riuscirono ad arrivare a destinazione. Oggi, con la benedizione del Governo, 250milioni di persone si stanno preparando per iniziare la loro lunga marcia. Che non li porterà da sud a nord, ma dalle campagne a città che ancora non esistono. Questo perché il Partito ha deciso che la Repubblica popolare deve smettere di essere un paese prevalentemente agricolo e trasformarsi in una gigantesca potenza industriale.

L'obiettivo è sempre lo stesso: aiutare la Cina a ricominciare a crescere. Quindi è questo il nuovo piano di sviluppo messo a punto dal governo di Xi Jinping. Non è un caso che il nuovo Presidente si sia dato un tempo massimo di dodici anni per completare la sua opera. Per i primi dieci è sicuro di rimanere ben ancorato alla sua poltrona, e per i successivi due è probabile che abbia in mente di farsi assegnare un incarico che gli permetta di mantenere ancora a lungo il controllo sul paese. Indipendentemente dai progetti politici di lungo periodo di Xi Jinping, quello che ci interessa oggi è valutare fino a che punto la nuova strategia economica elaborata dalla Cina può funzionare.

La propaganda ufficiale ha sottolineato in più di un'occasione che il Partito ha finalmente capito come risolvere i problemi della Cina di oggi e di quelli di tante generazioni future: offrire ai contadini una nuova vita fatta di alloggi decorosi, servizi, intrattenimento, scuole, ospedali, e tante, tantissime occasioni per spendere i soldi che guadagneranno grazie alle loro nuove occupazioni.

Pechino ripete da tempo che l'economa della Repubblica popolare potrà lasciarsi alle spalle le sue attuali difficoltà solo quando sarà in grado di rilanciare i consumi interni. Ecco: oggi ha capito come fare a creare le condizioni per fare in modo che questa rivoluzione possa avvenire. Oggi la percentuale di popolazione urbanizzata in Cina non arriva al 40%. L'obiettivo per il 2025 è quello di farla crescere di ben trenta punti.

Il Partito è convinto che il futuro della nazione dipenda dalla sua capacità di portare a compimento questa enorme trasformazione urbana. Ecco perché ha approvato la distribuzione di incentivi alle famiglie che decideranno di partecipare a questa lunga marcia del terzo millennio. Nessuno sembra essere preoccupato dalla difficoltà di riuscire a offrire a questi 250 milioni di cinesi un impiego, essenzialmente perché il piano è quello di coinvolgerli nelle attività legate all'urbanizzazione stessa, vale a dire la costruzione di ponti, strade, edifici, ma anche la gestione di scuole, ospedali e negozi. Tutto funzionerà, quindi? Sulla carta sì. L'unico dubbio è se il Governo sarà effettivamente in grado di finanziare questo cambiamento. Dettaglio che, purtroppo, nessuno è in grado di verificare.

 

 

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