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Economia

La Cina svaluta lo yuan e i mercati ne risentono

La mossa a sorpresa della banca centrale cinese disorienta le borse europee. Soffrono i titoli del lusso e delle società più esposte verso il dollaro

La Cina svaluta a sorpresa lo yuan per cercare di combattere il rallentamento sempre più evidente dell'economia e i mercati azionari reagiscono manifestando tutto il loro malumore.

La Banca centrale cinese ha infatti operato la maggiore operazione degli ultimi vent'anni portando la quotazione ufficiale della moneta nei confronti del dollaro a 6,2298 (-1,9%) specificando che si tratta di una misura "una tantum".  La mossa a sorpresa ha disorientato i mercati azionari europei messi ulteriormente di malumore dal calo superiore alle attese della fiducia degli investitori tedeschi.

I timori sullo stato dell'economia di Pechino, che nei giorni scorsi aveva pubblicato statistiche su export e import in netto calo, hanno preoccupato gli investitori con effetti che hanno interessato anche i prezzi delle materie prime. A fine seduta Francoforte è stata la peggiore con una contrazione dell'indice Dax30 del 2,75% a causa soprattutto del tonfo del settore auto molto esposto sui mercati asiatici (-5% Daimler, -4% Bmw).

Oltre alla caduta di Francoforte, hanno ceduto l'1,8% Parigi e Lisbona, mentre Madrid è arretrata dell'1,4%. In controtendenza Atene (+2,1%) che ha celebrato l'intesa sostanzialmente raggiunta tra il governo greco e i creditori per dare il via al pacchetto di finanziamento da 85 miliardi: l'attesa è ora per la formalizzazione degli accordi nella riunione dell'Eurogruppo di venerdì. Fuori dall'Eurozona, Zurigo è scivolata dello 0,91% mentre Londra è arretrata dell'1,06% registrando un nuovo tonfo dei big delle materie prime come Glencore (-7,3%) e Bhp Billiton (-5%) ma anche del lusso (-4,4% Burberry). In evidenza invece Prudential (+4,7%) grazie ai risultati semestrali che hanno visto l'utile operativo salire del 17% a 1,88 miliardi di sterline.   

Milano ha limitato i danni a un -1,12% del Ftse Mib che ha chiuso sui minimi. Evidente la flessione del lusso che ha nella Cina l'area a forte potenziale di crescita: -5,5% Ferragamo, -3,2% Moncler e  Tod's. In calo anche i titoli delle società più esposte verso il dollaro complice l'indebolimento del biglietto verde nei confronti della moneta unica europea: l'euro/dollaro segna 1,1062 (1,098 ieri sera) nel timore che la svalutazione dello yuan allontani il rialzo dei tassi Fed. Giù il petrolio: -4% il Wti a 43,16 dollari al barile, -3% il Brent a 48,86 dollari al barile.

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