Economia

Catalogna: ecco chi pagherà il conto in caso di secessione

Le principali incognite riguardano consumatori, aziende, valuta e debito pubblico

Spagna

Un'immagine metaforica della crisi catalana - 9 ottobre 2017 – Credits: iStock - nito100

Il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere che la crisi catalana potrebbe avere un impatto negativo sull’economia spagnola che, al momento, è una fra quelle che sta registrando le migliori performance nell’Eurozona.

Nella sua ultima dichiarazione, riferisce Bloombergl’Fmi ha analizzato le variabili che hanno favorito l'economia spagnola. Nel conto entrano il sistema bancario diventato più resistente allo stress, le riforme strutturali, il contenimento dei salari e uno scenario globale più favorevole. Quindi, mentre le previsioni per il paese restano positive, le tensioni e l’incertezza derivanti dalle conseguenze del referendum indipendentista potrebbero pesare sulla fiducia e le decisioni di investimento.

La Catalonia, ricorda Cnn Money, rappresenta circa il 20% dell’economia spagnola ed è il più importante esportatore del paese a cui fa capo il 25% delle esportazioni. Questo giro d’affari, però, potrebbe essere messo in discussione dall’indipendenza. La regione, infatti, si troverebbe al di fuori dall’Unione che, spiega Bloomberg, assorbe il 65% delle sue esportazioni.

Potenziale perdita di primato 

Per quanto ancora superiori a quella dell’area euro, le previsioni di crescita al 3% per il 2017 della Spagna potrebbero ridimensionarsi al 2,5% nel prossimo anno. Sempre secondo Bloomberg, la domanda di obbligazioni spagnole ha ricominciato a perdere terreno e l’azienda bio-farmaceutica Oryzon Genomics è stata la prima delle società quotate alla Borsa di Madrid ad annunciare il trasferimento della sede legale fuori dalla Catalogna.

Oltre alle banche come Banco de Sabadell, che ha scelto Alicante, e Caixa Bank, che punta a Valencia, nell’elenco delle società quotate che trasferiranno la sede legale a Madrid figurano il conglomerato industriale Albertis, la società tessile Dogi International Fabrics, la società di servizi di management Service Point Solutions e il distributore di energia Gas Natural.

Le altre conseguenze

La Catalonia uscirebbe anche dal Wto e questo significa più alte barriere doganali. Senza contare il fatto che, per i suoi cittadini, crescerebbe il prezzo dei prodotti di importazione, con conseguente perdita di fiducia da parte dei consumatori e di posti di lavoro. Ma non è tutto.

Con l’indipendenza sottoscrivere prestiti sarà più oneroso per la regione che potrebbe usare come moneta l’euro (come il Montenegro), ma non avrebbe più un seggio alla Banca Centrale Europea. In alternativa, l’introduzione di una nuova moneta creerebbe problemi di stabilità fiscale, perché i correntisti ritirerebbero i loro fondi per paura della svalutazione. Una potenziale nuova banca centrale catalana, dunque, dovrebbe stampare più moneta per cercare di contrastare l’emorragia di contante, contribuendo alla svalutazione e all’inflazione.

Per la Spagna, l’indipendenza della Catalogna implica incertezze finanziarie, perché la regione potrebbe rifiutarsi di assumersi la propria quota di debito pubblico e non è escluso che l’euro potrebbe perdere qualche punto percentuale del proprio valore. A questo punto, potrebbe essere proprio l’Unione Europea, in caso di secessione, a chiedere alla Catalogna di assumersi una parte del debito della Spagna per poter negoziare un nuovo accordo commerciale con l’Unione. 

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