Case e prezzi, le dieci città dove sono scesi di più

Le compravendite crollano del 30%, il dato più basso dal 1985. In stallo le quotazioni nelle grandi città, in provincia iniziano a calare

Un'agenzia immobiliare (Ansa)

Massimo Morici

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Il mercato immobiliare torna indietro di trent'anni. La compravendita delle abitazioni nel quarto trimestre del 2012, secondo quanto emerge dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, non è mai stata così bassa dal 1985 e pari a 444 mila unità (-29,6% rispetto allo stesso trimestre del 2011).

Non solo. L'Osservatorio spiega che il dato degli ultimi tre mesi del 2012 registra la maggiore contrazione anno su anno dal 2004 e che rispetto al 2006 c'è stato inoltre un dimezzamento degli immobili venduti.

Per il Codacons i colpevoli di questa situazione sono due: le nuove imposte introdotte dal governo tecnico e la stretta al credito. "La crisi del mattone - spiega in una nota - è dovuto all'Imu , alla crisi e alle banche che non concedono più mutui o li concedono con spread assurdi e inaccettabili, al limite dell'usura. Molte famiglie sull'orlo del fallimento e tassati dall'Imu vorrebbero anche vendere le loro case, ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare".

Tornando ai dati dell'Osservatorio, Roma nel quarto trimestre del 2012 si è rivelata la città più cara per comprare casa con un costo medio di 7.000 euro al metro quadro nel centro, mentre nelle cintura metropolitana i prezzi scendono a 3.200 – 2.200 euro.

Seguono Milano, Torino e Genova. Tra le grandi città, invece, è Verona quella che registra minori costi: 2.800 euro in centro, 1.600 euro nella media fascia e 1.400 euro nella cintura metropolitana.

Ma se il quadro del 2012 è chiaro, i primi mesi di 2013 che segnali stanno dando?

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"Le realtà che hanno vissuto flessioni forti dei prezzi sembrano essere avviate su una linea di maggior tranquillità", spiega Guido Lodigiani, direttore corporate e ufficio studi di gruppo Immobiliare.it, che in un recente studio mostra come il mercato della casa in Italia continui a soffrire anche se i primi due mesi dell'anno sembrano arrestare la tendenza in molte parti d'Italia (il calo medio annuale è del 4,2%).

In dettaglio, i prezzi nelle città con oltre 250.000 abitanti appaiono quasi in stallo con una diminuzione, nel primo bimestre del 2013, di appena lo 0,6%; meglio di quanto rilevato nei comuni con meno di 250.000 residenti, dove il dato arriva a -1%.

Considerando le macro aree italiane, il Centro Italia, fino ad oggi più restio ad abbassare i prezzi, nei primi due mesi del 2013 ha fatto registrare una contrazione degli importi richiesti pari all’ 1,6%. Dato molto più forte rispetto sia al -0,6% del Nord sia al -0,2% del Sud.

Ecco di seguito le dieci città dove i prezzi sono scesi di più nei primi due mesi dell'anno, tra i 20 capoluoghi di regione italiani:

Catanzaro, al primo posto, registra un calo dell'8,6%, dopo aver arretrato del 2,2% nel 2012;

Palermo segue al secondo posto, con -4,1%, che segue il crollo del 2012 (-9%);

Perugia, al terzo posto, con -3,5% successivo al -6,9% dello scorso anno;

Genova si piazza al quarto con un calo del 3% nel primo bimestre del 2013 (-2,1% nel 2012);

Ancona al quinto con un calo del 2,9% (-1% nel 2012);

Trento al sesto con -1,9% (-1,7% nel 2012);

Bologna al settimo con -1,8% (-8,1% nel 2012);

Venezia all'ottavo con -0,5% (-10,4% nel 2012);

Bari al nono con -0,3% (-5,2%);

Aosta e L'Aquila al decimo entrambe con -0,2%, che segue rispettivamente un incremento dello 0,4 e dello 0,6%.

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