Economia

Carlo Nordio, ad di Volkswagen Italia: "Impatto sulle vendite modesto"

Il numero uno della sede italiana del colosso di Wolfsburg a tutto tondo sul dieselgate

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Redazione

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Lo "stock" di vetture nella rete di concessionarie Volkswagen per tutti e cinque i marchi che ha i motori diesel "euro 5" sui quali sono in corso verifiche in seguito al dieselgate, è "circa 1.300".

Lo ha detto l'amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ascoltato dalle commissioni Industria e Ambiente del Senato.

Il parco circolante in Italia, ha aggiunto, è "all'incirca di 640 mila". Nordio ha precisato poi che "se oggi si va in una concessionaria si trova una presenza numericamente bassissima di veicoli euro 5" mentre "la stragrande maggioranza sono euro 6" per le quali fin dal primo giorno è stato detto che sono "totalmente indenni da questo tipo di problema e rispondono in maniera totale ai requisiti di omologazione euro 6".

Per questi 1.300 veicoli, ha ribadito, la vendita è stata sospesa in via "cautelativa".

Sempre Nordio ha poi precisato che, in Germania, la casa madre del gruppo Volkswagen sta sviluppando un software per i motori diesel EA 189 da 2 litri e 1,8 litri, mentre per la cilindrata da 1,6 litri sta lavorando anche ad una ''soluzione tecnica per la sostituzione di componenti hardware all'interno del motore''. E che i problemi riguardano "esclusivamente" le emissioni "di ossido di azoto", a proposito delle quali ha aggiunto, che sono in corso le verifiche del gruppo in Germania e l'effetto del software sotto accusa "deve essere ancora chiarito" e "ancora non sappiamo se e quanto" le emissioni siano "superiori al limite previsto per l'omologazione".

"Qualora - ha tenuto a precisare - dovessero rivelarsi inferiori al limite previsto dalla legge, sarà difficile parlare di truffa per il mercato europeo".

Infine, un accenno al procedimento aperto dall'Antitrust: le emissioni di ossido di azoto "non sono assolutamente usate per la comunicazione né da noi ne' da nessuno. L'unico parametro di emissioni utilizzato è quello sulle emissioni di CO2 e di consumo, sono dati usati da tutti ma presi dall'omologazione. Sono uguali per tutti fino a prova contraria, quello è fuori dal perimetro del problema che stiamo discutendo"

Sempre di fronte alle commissioni parlamentari, l'ad della sede italiana del gruppo tedesco ha analizzato la situazione commerciale, parlando di un "un impatto modesto sulle vendite" senza "cali preoccupanti" a ottobre, aggiungendo che "il marchio su cui c'è stato l'effetto più forte è Volkswagen" perché su questo c'è stato il "boom dell'impatto mediatico".

Nordio ha poi rilevato che l'impatto "sarà molto influenzato dalla velocità con la quale sapremo dare la soluzione. Vedremo nei prossimi mesi le contromisure necessarie per un impatto minore possibile e per proteggere dall'impatto l'azienda e le concessionarie". Queste ultime, in particolare, "potrebbero trovarsi ad affrontare cali di fatturato che mettono sotto pressione la struttura finanziaria" anche a causa di una "possibile stretta del credito da parte delle banche su una base esclusivamente psicologica. Su questo - ha concluso Nordio - siamo molto attenti per supportare i concessionari" e questi a loro volta potrebbero procedere con "cautela" sugli investimenti per un "rischio di calo del fatturato e che questo metta in pressione i conti aziendali".

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