Economia

Caritas: i giovani sono i nuovi poveri

Povertà in aumento: nel 2015 gli italiani indigenti sono arrivati a 4,6 milioni

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Chiara Degl'Innocenti

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I nuovi poveri? l giovani. Non tanto a sorpresa il modello italiano di povertà, che una volta vedeva gli anziani collocarsi tra i più bisognosi economicamente, è stato ribaltato. Il rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale rivela quanto queste siano inversamente proporzionale all'età, ossia che diminuiscano all'aumentare della stessa. La crisi del lavoro che perdura da anni ha penalizzato, non solo gli adulti rimasti senza impiego, ma soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di occupazione

Un Italia sempre più povera quindi quella che viene delineata dall'Ong della carità. Nel nostro Paese, infatti si è passati da 1,8 milioni di persone indigenti nel 2007, il 3,1% del totale, a 4,6 milioni del 2015, vale a dire il 7,6%. Una crisi profonda che ha portato a un crollo dell'età media delle persone che si rivolgono ai Centri di aiuto.

Questo il tragico identikit dell'italiano povero che si rivolge alla Caritas: ha in media 44 anni, è prevalentemente coniugato (47,8%), possiede la licenza media inferiore (41,4%) e rappresenta tra i disoccupati e gli inoccupati globalmente il 60,8% del totale.

Non stanno tanto meglio i sigle e i più istruiti: sono poveri il 26,9% dei celibi o dei nubili e coloro che hanno conseguito la licenza di scuola media superiore (16,5%).

Sempre secondo il rapporto, nonostante gli stranieri si mantengano in pole position nella richiesta di aiuto ai centri ascolto (57,2% a livello nazionale con 7.770 migranti che si sono rivolti ai centri Caritas), nel 2015 al Sud la percentuale degli italiani (66,6%) ha superato di gran lunga quella degli immigrati che hanno beneficiato dell'ascolto e dell'accompagnamento nei 1.649 centri Caritas, dislocati su 173 diocesi.

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