Brexit, se la nuova minaccia viene da Gibilterra

Le trattative relative allo status sono in un vicolo cieco. La Spagna vorrebbe un accordo che favorisca la lotta all'evasione fiscale e il contrabbando

Gibilterra

Rocca di Gibilterra - 31 luglio 2018 – Credits: iStock - chica_fuerte

Stefania Medetti

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La Spagna ha inviato un nuovo avviso al Governo britannico: il rischio è che Gibilterra si trovi fuori dall’Unione Europea alla fine del mese di marzo 2019 senza poter beneficiare del periodo di transizione di 21 mesi che, invece, permetterà al Regno Unito di continuare a far parte dell’unione doganale e del singolo mercato.

Il problema per Madrid, come spiega il Guardianè che i colloqui con Londra per decidere lo stato futuro della rocca non stanno dando risultati. La Spagna vorrebbe gestire in partnership con gli inglesi l’aeroporto e punta a una maggiore cooperazione per quanto riguarda la lotta contro l’evasione fiscale e il contrabbando di tabacco. L’obiettivo, infatti, è trasferire parte della ricchezza di Gibilterra ai territori spagnoli circostanti.

La chiave nell’accordo dell’aprile 2017

Secondo le linee guida rese note dai negoziatori europei nell’aprile dello scorso anno, Gibilterra potrebbe trovarsi fuori da qualsiasi accordo commerciale futuro con il Regno Unito a meno che un accordo sia raggiunto con la Spagna sullo stato della rocca. Una clausola che, di fatto, dà a Madrid il diritto di veto. Sfruttando questa clausola, la Spagna - che non ha mai smesso di puntare a una riannessione - vuole costringere Gibilterra a trattare con Madrid i suoi stati economici e giuridici dentro o fuori l’Unione Europea.

I conti dell’Andalusia

Ogni anno, Gibilterra spende oltre 500 milioni di euro in prodotti e servizi in arrivo dalla Spagna e la rocca, dopo il governo regionale, è il secondo più grande datore di lavoro dell’Andalusia. La gestione della frontiera, dunque, potrebbe avere un impatto importante sulla regione che conta uno fra i tassi di disoccupazione più alti d’Europa con il 70% di giovani senza lavoro in alcuni dei quartieri della città La Linea de la Conception. Ogni giorno, inoltre, entrano a Gibilterra circa 13mila persone, di cui 8mila spagnole.

La risposta di Gibilterra

Di fronte alla minaccia, il governo di Gibilterra ha avvisato che potrebbe rescindere i diritti e le protezioni assicurate agli spagnoli (compreso il pagamento delle pensioni agli spagnoli che hanno lavorato a Gibilterra prima della chiusura della frontiera da parte di Franco nel 1969) e agli altri europei che vivono e lavorano sul territorio se Madrid userà il veto per escludere la rocca da qualsiasi accordo fra l’Unione Europea e il Regno Unito. I risultati del referendum complicano ulteriormente le cose: il 96% dei votanti di Gibilterra si è espresso a favore di una permanenza nell’Unione Europea. I suoi cittadini, infatti, rischiano di rimetterci di più, perché l’economia è strettamente legata alla circolazione di merci e persone con la Spagna.

Per saperne di più:

- Brexit: perché Theresa May non può ottenere un buon accordo

- Brexit: perché Londra vorrebbe ripensarci


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