Economia

Brexit: perché c'è incertezza sull'economia della Gran Bretagna

Tassi di interesse in aumento, valore della sterlina, preoccupazioni per la tenuta dei negoziati con la Ue. Aumentano le difficoltà di Theresa May

Sterline

Sterline - 25 ottobre 2017 – Credits: iStock - jax10289

Nel terzo trimestre dell'anno, il Pil del Regno Unito ha messo a segno una crescita dello 0,4%, superiore al +0,3% dei tre mesi precedenti. Il risultato, scrive il Guardian, potrebbe contribuire a far pendere l'ago della bilancia verso un aumento del tasso di interesse che potrebbe dunque crescere per la prima volta da dieci anni a questa parte.

È attesa per il 2 novembre, infatti, la riunione della banca centrale che, secondo il tam-tam del mercato, deciderà per un innalzamento del tasso di sconto in risposta alle sfide della Brexit. Il dato positivo sul Pil, infatti, è accompagnato dalla consapevolezza che l'economia del Regno Unito sia più debole rispetto alle principali economie europee.

L'effetto dell'inflazione

L'osservatorio mensile del quotidiano britannico, che prende in considerazione otto indicatori economici, fra cui il valore della sterlina e le performance di Ftse 100, dipinge un quadro poco incoraggiante per i consumatori. Dal referendum di giugno, la sterlina ha perso circa il 10% sul dollaro. La svalutazione ha determinato un aumento dei costi di importazione e un incremento dell'inflazione che, a settembre, è arrivata al 3% e, secondo le previsioni, dovrebbe superare il 3% nel mese di ottobre.

L'aumento dei costi dei prodotti alimentari e del trasporto sono fra i principali responsabili della tendenza al rialzo dei prezzi che rappresenta il dato più alto da oltre cinque anni. Aumentare il costo del denaro dovrebbe spingere verso il basso la domanda dei prodotti e dunque contribuire a ridurre i prezzi. Le famiglie, nel frattempo, hanno già reagito all'aumento dell'inflazione contraendo i consumi.

Fra le note positive, la disoccupazione rimane ai livelli più bassi dalla metà degli anni Settanta (ma la crescita dei salari è negativa) e la differenza fra spesa pubblica ed entrate fiscale è fra le più basse degli ultimi dieci anni. Il settore dei servizi, che pesa per l'80% del Pil, ha trainato la crescita nel terzo trimestre. Il comparto manifatturiero ha registrato +1%, ma le infrastrutture segnano un calo per il secondo trimestre consecutivo.

Cosa pensa la business community

La business community ha espresso preoccupazione per lo stallo nelle trattative con Bruxelles e l'incertezza del risultato. Si tratta di una situazione che potrebbe scoraggiare ulteriormente gli investimenti e impattare negativamente sulla crescita dei salari, con ulteriore danno per l'economia. Per queste ragioni, gli imprenditori auspicano un aumento degli investimenti nelle infrastrutture per cercare di azzerare l'incertezza dell'uscita dall'Ue.

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