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Economia

Brexit: le conseguenze su valute, azioni e titoli di Stato

Gli investitori cercano riparo nei beni rifugio: oro, dollari, Bund e Treasuries. Sale lo spread

Volatilità e incertezza saranno la conseguenza di breve medio periodo dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, ma nel lungo periodo l'impatto non sarà grave. È questa l’opinione diffusa tra gli esperti di banche e fondi di investimento di quello che passerà alla storia come il venerdì nero della Brexit.

L'onda d'urto della decisione dei britannici di abbandonare l’Ue si è propagata in Asia durante la notte, spingendo gli investitori verso i tradizionali porti sicuri: oro, Yen, dollaro Usa, Treasuries e Bund.

In mattinata lo tsunami di vendite ha colpito le Borse europee, affossando in particolare quelle dell'Europa periferica, con Madrid e Milano sotto il 10%, trascinate in basso dai titoli bancari. Ecco, tra le varie classi di investimento, chi saranno i vincitori e i vinti nelle settimane post-Brexit.

Rally dell'oro

Brexit ha fatto schizzare in alto le quotazioni dell’oro che è tornato ai livelli più elevati da più di due anni. Gli investitori cercano protezione e i prezzi del metallo giallo in euro in mattinata sono saliti del 13% (in sterline dell’8%). L'oro spot è balzato fino a 1.358,20 dollari l'oncia. Secondo gli esperti della banca elvetica UBS Global Research potrebbe spingersi fino a 1.475 dollari.

Crollo della sterlina

Lo storico risultato del referendum indebolirà significativamente la sterlina. Subito dopo l’annuncio della vittoria del "Leave" la divisa britannica è caduta da circa l’1,50 all’1,36 rispetto al dollaro, un ribasso mai visto dal 1985.Ma ci sarà il crollo previsto da George Soros? Il guru degli hedge fund prevede una caduta nel breve periodo del 20%: peggio del 1992, quando la sterlina uscì assieme alla lira dallo SME - fu proprio Soros allora a gettare sul lastrico la Banca d'Inghiliterra con un'azzardata mossa speculativa.

E nei prossimi anni? "Anche nel più lungo periodo, la sterlina risentirà di un probabile shock negativo per la crescita del Paese, poiché le imprese e i consumatori rimanderanno le intenzioni di spesa o investimento finché non ci sarà maggior chiarezza sui termini dell’uscita dall'Ue" spiegano gli esperti di BNY Mellon IM.

Le valute rifugio

Gli investitori per evitare i rischi si stanno indirizzando verso le valute rifugio: yen, dollaro e franco svizzero. Tra le divise perdenti nelle ore post-Brexit c’è anche l’euro, colpito per le implicazioni politiche ed economiche del voto (altre nazioni vorranno fare il referendum?) e le divise dei paesi emergenti.

Torna a salire lo spread

Il clima di incertezza e il contagio finanziario ha sponto al rialzo i rendimenti dei titoli sovrani dei paesi periferici dell'eurozona, così come a un significativo peggioramento della liquidità nel mercato delle obbligazioni societarie, sia nel Regno Unito che nel Continente. Tra gli investitori è iniziata la corsa al "porto sicuro": su tutti, i Bund (che si è mosso rapidamente sotto zero) e il Treasury USA (ha fatto un rally di 25 punti base nel corso della notte). Lo spread tra Btp e Bund in giornata è schizzato a 190 punti.

I titoli di Stato britannici

Quanto ai Gilt, i titoli di Stato britannici, tutti gli occhi sono puntati sulla Bank of England che si è impegnata ad inondare di liquidità il settore bancario, mentre è stato ventilato un possibile declassamento del rating per il Regno Unito, anche se, fanno notare gli esperti, non dovrebbero esserci rilevanti rischi di default per una nazione che può stampare la propria moneta.

Piazza Affari

Con un rosso di oltre l'11% Piazza Affari oggi registra la maggiore perdita dal 1994. Dopo il crac di Lehman (6 ottobre 2008) il Ftse Mib segnò un crollo dell'8,24, il 7,57% l'11 settembre 2001. Secondo gli esperti, infatti, i mercati che dovrebbero resistere di più alla Brexit dovrebbero essere quelli della "core Europe" (Germania e Svizzera) e i titoli di qualità.

Spagna e Italia sotto attacco

Le Borse sfavorite, invece, sono quelle di Spagna e Italia: sono le più deboli nel clima di incertezza sul futuro dell'Eurozona dopo la decisione di Londra di abbandonare la Ue. Per il Crédit Suisse, tuttavia, il referendum inglese non rappresenta "uno shock sistemico"per il settore finanziario come avvenuto per il crac di Lehman e per il rischio Grexit ma è "un potente punto di svolta".

Volatilità sulle Borse europee

Le Borse europee sono crollate sulla scia delle crescenti preoccupazioni globali di crescita. Molti operatori, dicono dalle sale operative, sono stati sorpresi dall’esito referendario e sembra avessero assunto in precedenza posizioni non appropriate per una eventuale Brexit: "Il posizionamento più ottimistico insieme alla scarsa liquidità di mercato, ha amplificato l’impennata di avversione al rischio" spiegano gli esperti del fondo britannico M&G Investments.

I settori su cui puntare nell'Eurozona

Nel medio periodo gli analisti stimano un ribasso del 10 - 13% per l’EuroStoxx50 e lo Stoxx600, i due principali indici che raggruppano le società più grandi quotate nel Vecchio Continente. I settori più resistenti, secondo gli esperti di Natixis Global Asset Management, sono l’health care, telecomunicazioni, beni di consumo non ciclici, utilities e real estate.

Cosa evitare alla Borsa di Londra

I settori da evitare nella Borsa di Londra? I finanziari, soprattutto i gruppi bancari domestici e i gruppi internazionali con una larga esposizione al mercato domestico, a seguito dei trend ribassisti sulla sterlina e sui Gilts, il real estate, il settore delle costruzioni, i trasporti e le società di beni di consumo il cui fatturato è in larga parte domestico.

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