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(Ansa)
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Economia

Bozza UE sul price cap “dinamico”, un documento insufficiente e tardivo

Così la pensa la la maggior parte degli osservatori internazionali nel leggere le anticipazioni che arrivano da Bruxelles

Un price cap “dinamico e temporaneo” in grado di “evitare un’eccessiva volatilità dei prezzi e prevenire picchi” nel caro energia.

Sarebbe questo “l’asso nella manica” che l’Unione Europea è pronta a tirare fuori – a mesi dall’inizio del conflitto tra Russia per Ucraina –per sostenere famiglie e imprese messe in ginocchio da prezzi dell’energia alle stelle. Un “asso nella manica” che, però, sembra più un “due di picche” dato dall’UE alla credibilità dell’alleanza nella sua battaglia di difesa dei cittadini europei. Dopo mesi di vertici, riunioni, grattacapi e “soluzioni condivise” la bozza di risoluzione firmata nei palazzi di Bruxelles non sembra essere sufficiente a colmare l’incredibile crisi energetica che lamenta il vecchio continente.

Cosa dice la bozza

Da quanto s’apprende la bozza (che verrà presentata il 18 ottobre) includerebbe, tra le altre cose, acquisti comuni di gas, un meccanismo di solidarietà per evitare disparità nelle forniture fra i 27 e una spinta alla riduzione della domanda. Il tutto per diminuire la dipendenza dagli idrocarburi russi.

L’effetto immediato della risoluzione è stata quella di far calare le quotazioni del gas naturale sul Ttf di Amsterdam ai minimi da giugno. Il contratto novembre arretra del 7% a 132 euro al megawattora.

Tra le varie misure messe in campo dell’Unione ce ne sono anche alcune che prendono di mira proprio il Ttf ritenuto tra i responsabili dell’attuale crisi in quanto considerato un indice non in grado di riflettere le condizioni reali del mercato.

Il nuovo benchmark

La bozza di proposta della Commissione Ue prevede definire entro fine anno un nuovo benchmark per le negoziazioni con i fornitori. In questo senso un’eventuale maggiore stabilità dei prezzi verrebbe intanto perseguita dall'Ue attraverso un "corridoio dinamico" temporaneo. Il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a "portare avanti con urgenza", anche l'acquisto congiunto del gas, a cominciare dal riempimento degli impianti di stoccaggio del gas e l'accelerazione di "negoziati con partner affidabili".

Si chiede poi lo sviluppo di "un nuovo benchmark che rifletta in modo più accurato le condizioni del mercato del gas, il miglioramento del "funzionamento dei mercati dell'energia per aumentare la trasparenza del mercato ed eliminare i fattori che amplificano la volatilità dei prezzi del gas" e la priorità alla "rimozione degli ostacoli normativi per accelerare l'introduzione delle energie rinnovabili e delle relative reti".

A differenza della proposta della Commissione europea nella bozza compare anche un riferimento all'opportunità di "esplorare un quadro Ue temporaneo per limitare il prezzo del gas nella produzione di elettricità a un livello che aiuti a ridurre i prezzi dell'elettricità senza modificare l'ordine di merito e senza portare ad un aumento generale del consumo di gas".

L’Europa ha bisogno di rivoluzionare il mercato dell’elettricità

I leader europei, inoltre, ribadiscono "la necessità di intensificare gli investimenti in infrastrutture energetiche pronte per il futuro, comprese le interconnessioni e le tecnologie rinnovabili innovative" ed invitano la Commissione ad "accelerare i lavori sulla riforma strutturale del mercato elettrico, nonché su una valutazione d'impatto". Il Consiglio chiede "ulteriori progressi verso una piena Unione dell'energia" che realizzi il "duplice obiettivo della sovranità energetica europea e della neutralità climatica".

"La priorità immediata - si legge infine nella bozza - è proteggere le famiglie e le imprese, in particolare i soggetti più vulnerabili delle nostre società, preservando la competitività globale dell'Unione e mantenendo la parità di condizioni e l'integrità del mercato unico. Tutti gli strumenti pertinenti a livello nazionale e dell'Ue dovrebbero essere mobilitati per aumentare la resilienza delle nostre economie".

Il nuovo parametro di riferimento complementare per il gas naturale liquefatto, secondo il progetto della Commissione, potrebbe svincolare l’UE dal benchmark di Amsterdam e dovrebbe essere avviato entro la fine del 2022.

Prioritario svincolare il prezzo del gas dall’elettricità

Inoltre alcuni Paesi tornano a chiedere e ribadire l’urgenza di svincolare il prezzo del gas da quello dell’elettricità imponendo un tetto massimo al carburante utilizzato per la produzione di elettricità, un’idea che la commissione non prevede di mettere in atto.

Tra le altre proposte in arrivo ci sono un taglio dei consumi e un rafforzamento della “piattaforma” Ue per gli acquisti congiunti.

Bruxelles appare consapevole dell’urgente necessità di ridurre i consumi e si è detta pronta «se necessario, a far scattare l’allerta Ue” per rendere obbligatorio il taglio del 15% dei consumi di gas già concordato.

La Commissione sottolinea anche la possibilità di “proporre, se giustificata, una proroga del regolamento” sul taglio dei consumi, modificando “l’obiettivo di riduzione della domanda di gas”.

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