Economia

Pimco e Bill Gross: cosa c'è dietro il divorzio

Errori operativi e un'indagine alla Sec avrebbero spinto "Bond King" a lasciare generando uno scossone da 5 miliardi di dollari di perdite in Borsa

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Massimo Morici

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Nome: Bill. Cognome: Gross. Nickname: the "Bond King". Professione precedente: gestore del più grande fondo obbligazionario al mondo e fondatore di Pimco, una società finanziaria in grado di muovere sui mercati circa 2.000 miliardi di dollari. Attuale impiego: responsabile delle strategie globali nel reddito fisso di Janus Capital (120 miliardi di dollari in gestione).

Bastano questi pochi dati per capire come un banale giro di poltrone possa provocare scossoni da miliardi di dollari sui mercati finanziari.

È quello che è accaduto venerdì scorso, subito dopo la notizia, finita sabato mattina su tutte le prime pagine dei quotidiani, dell'addio di Gross, fondatore e capo investimenti del colosso obbligazionario controllato dalle assicurazioni tedesche Allianz, per andare a rafforzare il team di una concorrente più piccola.

Oggi, lunedì 29 settembre, è il suo primo giorno di lavoro negli uffici di Newport Beach della nuova società, che però è di Denver (Colorado). Per lui nemmeno lo sforzo di cercarsi una nuova casa, visto che Pimco ha sede nella stessa città californiana, non lontana da Los Angeles.

Ma chi è Bill Gross e perché la sua uscita ha mandato in tilt i mercati?


CHI E' BILL GROSS
Gross è una figura leggendaria negli States, dove era ed è ancora un punto di riferimento per tutti gli investitori, piccoli (risparmiatori) e grandi (fondi pensione).

Il Re dei bond era il volto di Pimco, sui quotidiani e in tv, mentre le sue newsletter rivolte agli investitori, a cadenza mensile, erano fino a poche settimane fa tra le più lette tra gli addetti ai lavori.

Piacevano le sue intuizioni e il suo stile originale e ficcante. Come di impatto è la sua personalità: quest’anno si è presentato ai Morningstar Awards, gli "Oscar" del settore, con gli occhiali da sole, quasi fosse una rock star.

Si narra che abbia iniziato questo mestiere per caso, perché per lui (un ex ufficiale della Marina laureato in psicologia) investire era la cosa che gli ricordava di più il blackjack. Leggende.

ADDIO AL TOCCO MAGICO
Gioco d'azzardo a parte, di scommesse sui mercati ne ha vinte per quarant’anni di fila: ecco perché Gross è ascoltato. Perché è uno che ci prende.

Anche se forse il passato, ormai, è d'obbligo. Da due anni a questa parte, infatti, il Re dei bond, complice la politica monetaria espansiva della Fed, sembra non avere più quel tocco magico, tanto da perdere mese dopo mese la fiducia degli investitori sulle sue capacità di generare rendimenti superiori al mercato.

Per dirne due: nel 2013 aveva consigliato in primavera di comprare i titoli di Stato americani, confidando in un aumento dei prezzi, anche se poi accadde il contrario. Stessa storia due anni prima, quando invece aveva deciso di vendere i Treasury in primavera, dicendo che i prezzi sarebbero calati. Flop.

Così la sfiducia si è tramutata in 16 mesi consecutivi di riscatti: una botta per il mega fondo che guidava dal 1987, il Total Return che ha in gestione 220 miliardi di dollari, in gran parte affidati al gestore dai grandi fondi pensione americani.

Nel frattempo i quotidiani finanziari anglosassoni, Financial Times e Wall Street Journal in testa, hanno sguazzato nelle indiscrezioni sugli attriti tra Gross e il suo ex delfino Mohamed El - Erian, poi dimessosi in modo altrettanto clamoroso lo scorso inverno, anche se ora quest’ultimo ha dichiarato che a spingerlo all'uscita sarebbero state le richieste di sua figlia, per lo scarso tempo a lei dedicato, e non il brutto carattere del Re dei bond. Pettegolezzi.

Più seria, invece, è l'indagine in corso alla Sec (la Consob americana): stando alle indiscrezioni del Wall Street Journal, pare che Gross e i suoi collaboratori abbiano truccato i dati del Pimco Total Return Etf (3,6 miliardi di dollari in gestione), un prodotto particolarmente diffuso tra i risparmiatori americani - è un fondo in grado di replicare un indice che è possibile negoziare in borsa come un azione.

L'EFFETTO SUI MERCATI
Secondo gli analisti la fuga degli investitori dal più grande fondo obbligazionario potrebbe non arrestarsi: ad ascoltare i pessimisti, tra il 10% e il 30% del patrimonio gestito da Pimco potrebbe andare altrove, con conseguenze pesantissime sul titolo della controllante Allianz, anche perché stiamo parlando di una cifra compresa tra i 200 e i 600 miliardi di dollari.

I più ottimisti credono, invece, che i deflussi saranno di entità minore, anche perché, come hanno ricordato alcuni responsabili di fondi pensione, "una persona non gestisce da sola migliaia di miliardi di dollari e la fiducia in tutti questi anni è andata non solo all’uomo di punta, ma anche al suo staff".

L'effetto in borsa, però, è stato immediato: Janus Capital, a seguito dell’annuncio a sorpresa del super gestore obbligazionario, ha guadagnato circa un miliardo di dollari in un solo giorno, mentre Allianz, che controlla Pimco, ne ha persi 4 di miliardi.

Il suo valore di borsa venerdì è sceso da 62 a 58 miliardi, spiegano gli analisti, proprio a causa dell’addio del re dei bond.

Passando all'Italia, dove il mestiere del gestore di fondi è poco conosciuto, l'uscita di Gross potrebbe avere conseguenze anche sul mercato dei Bot e Btp: Pimco, infatti, è stata una delle case d'investimento che ha creduto di più nella ripresa della periferia dell'Eurozona, ma cambiando la regia non è detto che continui a comprare o a tenere in portafoglio i nostri titoli di Stato.

Gross lo scorso giugno aveva messo nel portafoglio del suo Total Return ben 18 miliardi di dollari in titoli di Stato italiani, una quota pari all'8% del maxi fondo, seconda solo a quella detenuta in titoli di Stato americani, venduti poi a settembre per far posto a 45 miliardi di dollari in prodotti derivati e ad altri 6 miliardi in Btp.

Una mossa azzardata, secondo alcuni. Ma l'azzardo è sempre stato il suo forte.

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