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Yahoo! in vendita: ecco tutti i pretendenti

Nel giorno della scadenza dei termini per l'offerta di acquisto, al gruppo dei candidati, tra i quali spicca Verizon, si aggiuge anche il Daily Mail

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Redazione

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Si avvicina il momento della verità per Yahoo!, nobile decaduto della Silicon Valley costretto a vendere l'argenteria per sopravvivere. Con conti sempre più in rosso e gli azionisti in rivolta contro l'ad Marissa Mayer, l'azienda, invece di scorporare la propria quota in Alibaba, intende mettere sul mercato le proprie attività core su internet e la propria partecipazione in Yahoo! Japan.

Proprio oggi, rivela The Wall Street Journal, scadranno i termini per presentare le offerte preliminari. Secondo le indiscrezioni diffuse da Bloomberg, Verizon è pronta a lanciare un'opa la prossima settimana e Alphabet, la holding che controlla Google, starebbe valutando una controfferta. E, intanto, spunta il nome del Daily Mail, che manifesta il suo interesse per le attività media ed editoriali.

La lista dei potenziali pretendenti non si ferma certo qui: alla finestra ci sarebbero inoltre Time e diversi gruppi di private equity, come Bain e Tpg, mentre l'interesse di Microsoft e At&T si sarebbe nel frattempo raffreddato. Softbank, azionista di maggioranza di Yahoo! Japan, non sembrerebbe, dal canto suo, incline a rilevarne l'intero capitale.

L'offerta miliardaria di Verizon

Solo per il core business del colosso fondato da Jerry Yang e David Filo, Verizon sarebbe pronta a mettere sul piatto quasi 8 miliardi di dollari.

A far gola non e' certo un motore di ricerca, bensì un portafoglio di 6 mila brevetti (in settori che vanno dalla telefonia mobile alla pubblicità online) che, secondo le stime del New York Post, varrebbe 4 miliardi di dollari.

Al momento, però, nessun gruppo si è finora proposto come acquirente solo per i brevetti, sebbene Microsoft, Amazon, Salesforce e LinkedIn starebbero seguendo il piano di dismissioni con molta attenzione. Così come, non è quali e quanti brevetti intenda mettere sul mercato l'azienda che, presentando l'ultima trimestrale, aveva affermato che vendere le attività non strategiche (compresi brevetti e immobili) avrebbe potuto generare fino a 3 miliardi di dollari di contanti.

Per il momento girano indiscrezioni consistenti solo sul piano di Verizon, che sarebbe pronta a sostituire Marissa Mayer con il numero uno di Aol, Tim Armstrong. La manager, in tre anni, non è purtroppo riuscita a risollevare le sorti di Yahoo!, quindi un suo addio appare quasi scontato, anche perché, rivela Re-Code, la compagnia avrebbe comunicato ai potenziali acquirenti di stimare per il 2016 un calo dei ricavi del 15%. Un'integrazione con Google appare, invece, più complicata, anche solo per ragioni di antitrust.

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