Lanci di uova, trattori con clacson e sirene, fino a 6mila agricoltori e 2mila trattori: il quartiere comunitario è stato il teatro della protesta degli agricoltori europei per chiedere alle istituzioni Ue e ai ministri dell'agricoltura, riuniti a Palazzo Justus Lipsius, interventi rapidi a sostegno del settore colpito dalla caduta del prezzo del latte e delle carni bovine e suine.

La crisi è aggravata dall'embargo russo sui prodotti agricoli europei deciso da Mosca come contromisura per le sanzioni europee in seguito alla crisi russo-ucraina.

Il piano della Ue

La Commissione europea ha così proposto un pacchetto di aiuti da mezzo miliardo di euro in favore dei produttori agricoli. Il pacchetto "consentirà di usare 500 milioni di euro di fondi a beneficio immediato degli agricoltori" in difficoltà, ha detto il vicepresidente, Jyrki Katainen, all'apertura del Consiglio straordinario dei ministri dell'agricoltura Ue. Bruxelles propone che "la parte più significativa" del pacchetto, in tutti gli Stati membri, vada a sostegno del settore lattiero-caseario. "Questa risposta dimostra che la Commissione europea si assume le sue responsabilità di fronte agli agricoltori molto seriamente ed è preparata a sostenerli con fondi adeguati" ha aggiunto il vicepresidente dell'esecutivo Ue, sottolineando l'importanza della proposta "date le altre domande di bilancio concorrenti".

L'obiettivo del pacchetto di aiuti è suddiviso su tre assi d'intervento: affrontare le difficoltà di liquidità degli agricoltori; stabilizzare i mercati; affrontare il funzionamento della filiera della distribuzione. Bruxelles promette di assicurare che i soldi "vengano equamente distribuiti, specie negli Stati membri e a quegli agricoltori che sono stati più colpiti dagli sviluppi del mercato", dando comunque "massima discrezione" ai singoli Paesi nel riflettere le specifiche situazioni. Cià non toglie che "un approccio orientato al mercato è e rimane la base dell'approccio della Commissione europea", conclude Bruxelles.

Il presidio Coldiretti alla frontiera del Brennero

Già nelle prime ore di questa mattina, un migliaio di agricoltori e allevatori ha invaso la frontiera del Brennero, tra Italia e Austria, per difendere l'economia e il lavoro delle campagne dai traffici di "schifezze di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane". Gli agricoltori - ha spiegato Coldiretti - si sono schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere cosa arriva e dove va a finire mentre sollevavano cartelli per chiedere l'etichettatura di origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari: "No all' Europa che blocca i profughi e spalanca le frontiere alle schifezze" o "Il falso Made in Italy uccide l'Italia".

Dall'inizio della crisi sono state chiuse in Italia oltre 172mila stalle e fattorie ad un ritmo di oltre 60 al giorno, con effetti drammatici sull'economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale, ha denunciato sempre Coldiretti in un dossier. "Occorre fermare chi fa affari sulle spalle degli agricoltori e dei consumatori con le speculazioni sui prodotti favorite - sottolinea la Coldiretti - dalla mancanza di trasparenza sulla reale origine e sulle caratteristiche degli alimenti, che stanno provocando l'abbandono delle campagne, sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi sei mesi del 2015 rispetto all'inizio della crisi nel 2007"

Su Twitter la mobilitazione è stata essere seguita con l'hastag #bastaschifezze

La mozzarella polacca in viaggio per Firenze

Basilico, pomodoro e mozzarella, ingredienti perfetti per formare il colori della bandiera italiana sulla confezione e poi la scritta inequivocabile: "Mozzarella fresca". Difficile non pensare all'Italia con questa busta di mozzarella proveniente dalla Polonia. È quanto hanno trovato i produttori di Coldiretti in un camion proveniente da uno stabilimento polacco e destinata ad una ditta di Firenze.

Quello della mozzarella è uno dei tanti esempi di prodotti trovati sui camion che transitavano al Brennero provenienti dall'estero e destinati in Italia, pronti a diventare italiani, come nel caso di lattuga che dall'Olanda è destinata a Battipaglia, importante distretto - ricorda Coldiretti - delle verdure italiane di quarta gamma e di insalata fresca. Al Brennero il presidio Coldiretti ha anche individuato surgelati, tra cui 20 mila chilogrammi di fagiolini surgelati sfusi, in contenitori da 800 chilogrammi, pronti a finire nei minestroni italiani, ma anche latte austriaco diretto a La Spezia, cagliate tedesche dirette in Puglia, pancette fresche, con marchio non identificabile, destinate a un'industria di salumi di Verona, e porri e altre verdure provenienti addirittura dalla Svezia e destinate ad una cooperativa in provincia di Bergamo.

E domani Coldiretti non molla. Riprenderà i controlli e il presidio in difesa del made in Italy. E il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, farà una visita.

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