Uber, non solo macchine

La Start-up americana ora viaggia anche in elicottero. E consegna rose, gelati e carne per il barbecue

L'Amministratore Delegato di Uber, Travis Kalanick (Credits: Stephen Lovekin/Getty Images for OurTime.org)

Claudia Astarita

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Uber è molto di più di una semplice app che ci permette rapidamente di prenotare a prezzi accettabili un'automobile che ci possa accompagnare esattamente dove vogliamo. Ne è convinto il suo amministratore delegato, Travis Kalnick, ma anche tutti gli appassionati di tecnologia che, infatti, continuano a seguire l'azienda con particolare attenzione.

Alla vigilia dell'edizione del 2013 della Brainstorm Tech conference, evento coordinato da Fortune che si è concluso poco più di una decina di giorni fa, dalla stampa statunitense era filtrata la notizia che Uber fosse intenzionata ad ampliare il suo business offrendo servizi diversi dall'ormai classico "trasferimento in auto". E che per questo sarebbe di nuovo a caccia di investitori.

Sono passati tre anni da quando Kalanick e il suo socio Garrett Camp hanno deciso di lanciare Uber per aiutare chi, come loro, vive e lavora a San Francisco, una città in cui pare sia quasi impossibile trovare taxi, a spostarsi più facilmente e, perché no, anche più comodamente. In questi trentasei mesi Uber si è affermata in 37 città, non solo negli Stati Uniti ma anche all'estero, Italia inclusa, macinando profitti che crescono a un tasso del 18% al mese, e non senza creare un po' di scompiglio tra i monopolisti del trasporto tradizionale.

Se il segreto di Uber consiste nello sperimentare, era chiaro sin dall'inizio che il gruppo non si sarebbe mai accontentato di limitarsi ad affiancare i taxi nel trasporto urbano. Tant'è che in alcuni paesi sono già stati lanciati UberX, la versione low-cost di Uber, che si appoggia molto alle Toyota, e UberSUV, che accompagna i passeggeri su eleganti (e un po' più care) Chevrolet Suburban e GMC Yukon. Ancora, in occasione di ricorrenze  "speciali" Uber è oggi in grado di offrire servizi altrettanto speciali: come la consegna di un mazzo di rose nel giorno di San Valentino, gelati nelle giornale più afose, barbecue in quelle più fredde, o la possibilità, in questo caso solo negli Stati Uniti, di prenotare un elicottero con UberCHOPPER.

Nel corso di una lungo dibattito organizzato proprio durante l’ultima edizione della Brainstorm Tech conference, Kalanick ha chiarito che l'obiettivo di Uber è quello di soddisfare una richiesta molto banale, che sempre più consumatori fanno, ma a cui pochissimi operatori riescono a rispondere: "ho bisogno di questo particolare servizio, e ne ho bisogno adesso".  

Non avrebbe senso per Uber rimanere per sempre confinata al business dei trasporti. Le esigenze della popolazione continueranno a cambiare, e la start-up di San Francisco non vuole certo smettere di essere la più veloce a soddisfarle. Trasformandosi in un vero e proprio facilitatore di e-commerce. Non sarà facile, ma le premesse sono ottime.

 
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