Telecom-Vivendi, domani giornata decisiva

Pronti l'offerta e il piano industriale per acquisire la brasiliana Gvc. Titolo giù, ma il mercato scommette su una possibile alleanza con Mediaset.

– Credits: L'amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano (credits: Riccardo Antimiani/Ansa)

Gianluca Ferraris

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Telecom Italia resta sotto i riflettori a Piazza Affari, mentre il mercato si  interroga sul futuro della compagnia e sulle mosse che i  vertici intendono effettuare per conquistare Gvt, la società di telefonia fissa brasiliana che secondo l’offerta messa a punto dall’ex monopolista italiano dovrebbe progressivamente integrarsi con la controllata  Tim Brasil. Attualmente il titolo Telecom Italia cede sul listino l'1,7 per cento, nel corso di una giornata in verità piuttosto fiacca per tutti, attestandosi a 0,828 euro.

Domani, intanto, si terrà l’atteso consiglio di amministrazione del gruppo, chiamato ad analizzare nel dettaglio l’offerta che i vertici  intendono presentare alla francese Vivendi, attuale controllante al 100 per cento di Gvt. Non tutti i tasselli sono ancora al loro posto e su alcuni passaggi dell’operazione gravano posizioni conflittuali non indifferenti, tuttavia è certo che Telecom Italia stimi in 7 miliardi di euro il valore d’acquisto e intenda raggiungere questa soglia mettendo insieme cash, carta e  anche azioni proprie.

In questo modo Vivendi diventerebbe il  primo azionista dello stesso gruppo italiano con una quota probabilmente più vicina al 20 che al 15 per cento, ma tutto dipenderà ovviamente dai concambi che saranno fissati: nell’operazione la società guidata da Marco Patuano è assistita da Mediobanca e Citigroup. Sempre domani, vertici di Telecom presenteranno anche il loro piano industriale sia a Gvt sia a Vivendi, illustrando le  sinergie che potrebbero nascere oltreoceano dall’aggregazione tra  telefonia mobile, quella di Tim Brasil, e rete fissa,  quella di Gvt, ma anche le prospettive di affari per il gruppo  media francese, che  potrebbe finire per veicolare i propri contenuti sia attraverso le reti telefoniche brasiliane, sia attraverso  quelle italiane.

Probabilmente sarà proprio sulle prospettive industriali che Telecom Italia  cercherà di giocare le proprie carte per fare fronte all’offerta rivale presentata da Telefonica. Il presidente della compagnia spagnola, Cesar Alierta, avrebbe incontrato già oggi  il numero uno di Vivendi, Vincent Bollorè (che è a sua volta vicepresidente e secondo azionista di Mediobanca, advisor come abbiamo detto della cordata italiana), per  ventilargli un possibile rilancio su Gvt rispetto alla proposta iniziale di circa 6,7 miliardi. Secondo  alcune indiscrezioni di stampa, il manager spagnolo sarebbe disposto ad alzare la posta fino a 8 miliardi. Ma non solo: cercherà anche di rendere appetibile l’offerta aprendo anche in termini di governance e di strategie.

La partita, insomma, è ancora tutta da giocare anche se gli analisti continuano a sottolineare i diversi punti deboli dell’eventuale asse Francia-Spagna: a pesare sono soprattutto lo scoglio dell’Antitrust brasiliana, che potrebbe avere da ridire a proposito della fusione tra Vivo (operatore di telefonia in pancia a Telefonica) e Gvt, e il parere degli azionisti di Vivendi, che hanno già parecchia liquidità in cassa e a un’offerta soprattutto cash preferirebbero un’alternativa industriale autentica, come quella che la possibilità di scalare Telecom Italia offre.

È vero che il predecessore di Bolloré, Jean-René Fortou, aveva fondato il suo business plan sull’uscita totale dal settore telefonico, liquidando così le sue partecipazioni in Activision Blizard (per 2,9 miliardi) e Maroc Telecom (per 4,8 miliardi), ma l’occasione italiana sembra essere più appetibile. Anche perchè - questo almeno è il sentiment degli analisti - della partita potrebbe entrare a far parte pure Mediaset, che oggi guadagna un punto percentuale a Milano e il cui possibile coinvolgimento lascerebbe intravedere uno spostamento dell’equilibrio dalla banda ai contenuti.

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