Swatch compra Winston e investe nei diamanti

L’acquisizione da un miliardo di dollari del gioielliere americano delle star Harry Winston apre alla multinazionale svizzera ricche opportunità sul fronte luxury

Alcuni orologi Swatch protagonisti di una mostra a Park Avenue Armory di New York lo scorso settembre (Jeff Schear/Getty Images for Swatch)

Stefania Medetti

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Swatch scommette sui diamanti e mette sul piatto 750 milioni di dollari cash per portarsi a casa Harry Winston , il marchio di alta gioielleria americano, diventato famoso per le sue amicizie con Hollywood e per l’incredibile storia del suo fondatore , dotato di un occhio infallibile nel valutare le pietre preziose. In base all’accordo, la multinazionale svizzera si incarica anche di ripianare i 250 milioni di dollari di debito dell’azienda. In cambio, conquista una struttura produttiva a Ginevra, 535 dipendenti, ma soprattutto oltre venti negozi in località presigiose in tutto il mondo, come New York, Londra, Parigi, Pechino, Honk Kong, Tokyo e 190 punti di distribuzione degli orologi Winston.

La mossa è strategicamente abile: da un lato, infatti, Swatch ha soffiato l’affare a concorrenti come Lvmh e Ppr e, dall’altro, l'acquisizione dà al gruppo la possibilità di mettere piede nel promettente mercato internazionale dei diamanti. Un mercato che non conosce crisi. Attualmente, è stimato in circa 60 miliardi di dollari e il suo valore continua a crescere, in particolare in India e in Cina. Quest'ultima, secondo gli analisti, potrebbe diventare il più grande mercato entro il 2016.

Per Swatch, a cui fanno già capo 19 brand fra cui Omega, l’acquisizione segna dunque l’ingresso nella gioielleria di lusso, un segmento caratterizzato dalla leadership di Cartier. “L’acquisizione di Harry Winston – ha confermato Nayla Hayek , chairwoman del gruppo svizzero - è il perfetto complemento per il nostro segmento prestige”. Gli orologi di lusso, per ora, rappresentano circa il 30% del giro d’affari dell’azienda, ma potrebbero crescere, visto che l’operazione mira inoltre a colmare il vuoto lasciato nel portfolio della multinazionale dal fallimento dell’accordo con Tiffany & Co., sfociato in un contenzioso legale nel 2011. Se i diamanti, come sembra, continueranno a essere i migliori amici delle ragazze, Harry Winston, secondo Hayek, ha il potenziale per passare dai 310 milioni di euro del 2011 a oltre 810 milioni di euro di ricavi nei prossimi quattro – cinque anni.

Ma non è tutto, perchè l’accordo in realtà porta in dote ulteriore potenziale. Il 53% del gioielliere americano, infatti, era stato acquisito già nel 2004 (le quote rimanenti erano passate di mano nel 2010) dal gruppo minerario canadese Aber Corp che aveva dato vita a Harry Winston Diamond Corp a cui fa capo il 40% di Diavik Diamond Mine, attualmente al lavoro per perfezionare l’acquisto di Ekati Diamond Mine, nei territori del Nord-Occidentali del Canada. Al completamento della transazione con Swatch, dunque, il business dei diamanti sarà ribattezzato Dominion Diamond Corporation , ma le due società hanno intenzione di operare in partnership e di sfruttare le sinergie. Swatch, infatti, non solo è il più grande venditore di orologi e meccanismi del mondo, ma è anche uno fra i primi acquirenti di diamanti lavorati. E’ per questa ragione che le due aziende potrebbero far confluire la propria esperienza nell’ambito della lavorazione dei diamanti.

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