Ecco come le start-up stanno rivoluzionando l’industria automobilistica

Le grandi aziende vanno a caccia di nuove idee fra le generazioni più giovani

Mobilità

Nuovi concetti legati alla mobilità – Credits: iStock - Koo_mikko

Stefania Medetti

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Negli ultimi cinque anni, l’industria automobilistica ha attraversato una serie di importanti cambiamenti e miglioramenti tecnologici, ma i tempi di gestazione delle novità sono rimasti invariati. Perché una novità possa arrivare sul mercato, infatti, ci vogliono da quattro a sei anni e un buon sostegno finanziario per test e certificazioni. A questo si somma il fatto che l’organizzazione del settore, indotto compreso, non è caratterizzata da un sistema di ricerca particolarmente snello e rapido. Si capisce, dunque, perché in questo contesto le start-up giochino un ruolo fondamentale. Proprio per la loro natura, infatti, sono in grado di portare innovazione sul mercato più in fretta e a prezzi più bassi.

Tutti i volti del networking

Le grandi case automobilistiche se ne sono accorte e hanno dato vita a piattaforme o programmi di incubazione come GM Ventures, Bmw Start-up Garage e Volvo Ventures. Ford si è fatta notare, invece, per sette acquisizioni di start-up lo scorso anno. In alternativa all'acquisto, le case automobilistiche si avvicinano alle start-up attraverso partnership, investimenti e joint-venture. Il “ticket” di accesso alle idee va da centomila dollari a diversi miliardi di dollari.

Da dove arriva l’innovazione

La maggior parte della start-up opera nel settore della mobilità (car sharing, car pooling), dell’elettrificazione e della tecnologia di connessione. Nell’ultimo anno, rileva Forbes che dedica un articolo all’argomento citando un’analisi condotta da Frost & Sullivan, alcune cose hanno iniziato a cambiare: le nuove start-up, infatti, si interessano ad aree “intermedie” dell’automotive come l’interazione uomo-macchina, la sicurezza del guidatore e l’e-commerce. In Israele, per esempio, sono già trecento le start-up che si occupano di mobilità smart, cyber sicurezza, intelligenza artificiale e fonti energetiche alternative. Se la Silicon Valley vanta un forte nucleo di start-up dedicate allo spazio connesso dell’auto, in Africa, negli ultimi dodici mesi, sono nate una cinquantina di start-up per il ride-hailing, cioè i passaggi in auto senza prenotazione.

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Il futuro del trasporto

L’attenzione delle case automobilistiche si concentra sulle start-up che si occupano di auto che si guidano da sole, come dimostrano le recenti acquisizioni. A marzo, per esempio, Intel ha staccato un assegno da 15 miliardi di dollari per portarsi a casa l’azienda israeliana Mobileye che produce chip per le auto autonome. Con tutta probabilità, però, le start-up più innovative nel settore automobilistico sono quelle che stanno sviluppando auto volanti, come Pal-V, Tarrfugia, Aeromobil, E-Volo e Ehang. Così come una start-up chiamata Tesla ha dimostrato che le auto possono utilizzare energia elettrica in alternativa alla benzina, potrebbe darsi che una start-up emergente tracci la strada verso percorsi meno affollati per la mobilità. 

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