Aziende

Sciopero del commercio: perché gli acquisti di Natale sono a rischio

I lavoratori di Coop e Grande distribuzione hanno deciso di incrociare le braccia proprio venerdì 22 dicembre

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Giuseppe Cordasco

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Nuvole nere si addensano sugli acquisti di Natale 2017, che saranno pure per qualcuno una scocciatura, ma rappresentano per tanti consumatori occasione di spesa più consistente rispetto al normale e per tanti grandi magazzini la possibilità di registrare introiti superiori alla media.

Ebbene, i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil hanno confermato lo sciopero proclamato proprio per il 22 dicembre, ultimo venerdì prima di Natale, a sostegno del rinnovo del contratto della distribuzione cooperativa e  della definizione di quello della grande distribuzione.

Parliamo di una platea di lavoratori non da poco, visto che alla prima categoria, quella delle Coop fanno riferimento circa 50mila addetti, mentre nella seconda si arriva a 300mila.

Catene coinvolte

Ormai da quattro anni aziende come Esselunga, Pam-Panorama, Famila, Metro, Conforama, Despar, Zara, associate a Federdistribuzione, e altri colossi del calibro di Auchan o Ikea, solo per citarne qualcuna, applicano in maniera unilaterale un Contratto collettivo nazionale di lavoro Confcommercio scaduto nel 2013, senza riconoscere neanche alcune importanti modifiche decise con il rinnovo sottoscritto nel 2015.

A far salire sulle barricate i sindacati poi c’è il fatto che queste aziende sono anche le stesse che grazie al decreto “Salva Italia” del Governo Monti e quindi alla deregolamentazione degli orari del commercio, hanno ottenuto la possibilità di tenere aperti i propri negozi 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno.

Le richieste dei sindacati

Come accennato, da quattro anni i lavoratori della Grande distribuzione, sia privata che cooperativa, sono in attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, spiegano dai sindacati. Due vertenze ovviamente distinte, accomunate però dalla stessa condizione: un mancato rinnovo contrattuale che secondo i sindacati appunto starebbe fortemente penalizzando i lavoratori sia sul piano retributivo che su quello contributivo.

In particolare, per quanto riguarda la Distribuzione cooperativa, le imprese, secondo i sindacati, pretenderebbero di trovare una mediazione tutta sbilanciata a favore delle cooperative, a cominciare da un’inaccettabile peggioramento dell’attuale trattamento in caso di malattia.

Le conseguenze per i consumatori

A differenza di quanto sperano i sindacati, secondo le imprese di commercio appare difficile che lo sciopero possa avere un'adesione tale da causare la chiusura di supermercati e ipermercati.

È fuori discussione però che potranno verificarsi dei disagi e dunque sarebbe forse opportuno che fin d’ora i consumatori mettano in conto di doversi confrontare, sui punti vendita, come minimo con una significativa carenza di personale. Staremo a vedere.

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