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Ryanair, perché l'Antitrust ha aperto una nuova indagine

Sotto accusa ci sono i nuovi supplementi per il bagaglio a mano del vettore low cost, ritenuti poco trasparenti e lesivi della concorrenza

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Giuseppe Cordasco

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Nuovi guai in vista per Ryanair, la compagnia low cost che in Italia è finita di nuovo nel mirino dell’Antitrust. L’Authority per la concorrenza e il mercato ha deciso infatti di avviare un procedimento nei confronti delle nuove regole sui bagagli a mano del vettore irlandese, che potrebbe configurarsi come pratica commerciale scorretta in quanto falserebbe il prezzo finale e, quindi, anche la comparazione tra le tariffe delle varie compagnie aeree.

Per capire meglio i termini della questione, conviene però accennare a quale sia appunto questa nuova policy di Ryanair sui bagagli e perché essa abbia suscitato tante polemiche, soprattutto fra le associazioni dei consumatori.

Mancanza di trasparenza

Le nuove disposizioni valide a bordo degli aerei della compagnia low cost irlandese, prevedono per il bagaglio a mano il pagamento di un extra, quantificabile tra 6 e 10 euro, che verrà richiesto secondo diverse modalità e sarà valido per i voli prenotati a partire dal primo settembre e operati dal primo novembre.

Ebbene, proprio questa nuova procedura ha scatenato le proteste delle associazioni dei consumatori, in particolare Altroconsumo, Codacons, Federconsumatori e U.di.Con.

Queste ultime hanno infatti segnalato il problema all’Antitrust, mettendo in evidenza, come spiega nel suo provvedimento la stessa Authority, “la mancata trasparenza tariffaria", dal momento che il supplemento per il trasporto del bagaglio a mano porterebbe a "un aumento del prezzo del servizio di trasporto aereo", falsando così "la comparazione con le tariffe delle altre compagnie".

Le motivazioni del provvedimento

La decisione di avviare un’indagine nei confronti di Ryanair, nasce quindi dalla constatazione che il bagaglio a mano dovrebbe essere considerato, spiegano sempre dall’Antitrust, "un elemento essenziale del trasporto" e quindi, se si decide di farlo pagare per portarlo a bordo in aereo, il prezzo deve essere compreso nel costo base del biglietto, senza nessun supplemento.

Infatti la prassi "di tutte le compagnie aeree" prevede nella tariffa base un bagaglio a mano "di dimensioni e peso astrattamente idonee a essere collocato negli appositi spazi del velivolo". In sostanza, questa sarebbe la tesi dell’Antitrust, le cosiddette cappelliere sono utilizzate negli aerei proprio per contenere le piccole valigie.

Far pagare invece a parte questo servizio, "fornirebbe una falsa rappresentazione del reale costo del biglietto" e quindi sarebbe falsata anche la comparazione con le altre compagnie.

Le reazioni

Ovviamente grande soddisfazione è stata espressa dalle associazioni dei consumatori, che comunque restano sul piede di guerra, come dimostrano le dichiarazioni arrivate dal Codacons.

Se infatti l'Antitrust accerterà la pratica commerciale scorretta, Ryanair "dovrà rimborsare tutti i suoi clienti che hanno speso soldi per supplementi ingiusti, pena azioni legali da parte del Codacons nelle sedi opportune".

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