RyanAir e EasyJet, attente arriva Norwegian Air Shuttle

Una flotta nuova ed efficiente, delocalizzazione e tratte a lungo raggio, ecco come Bjorn Kjos insidia Ryan Air e EasyJet

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Un Boeing 787 Dreamliner in fase di atteraggio, il modello sarà parte della nuova flotta con cui Norwegian Air Shuttle intende insidiare il primato delle compagnie low cost – Credits: (Stephen Brashear/Getty Images)

Stefania Medetti

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Bjorn Kjos ha comprato 222 aerei. Norvegese, aviatore, avvocato, autore di gialli e uomo d’affari è un nome di cui si sentirà parlare presto e molto, fa sapere The Economist . Il suo obiettivo, infatti, è battere sul loro terreno le compagnie aeree low cost che hanno espugnato, in Europa e non solo, il dominio delle compagnie di bandiera.

Kjos è figlio di del fondatore di una piccola compagnia locale, la Norsk Skogbruksfly, nata nel 1953. Il suo primo impiego è stato come pilota delle Royal Norwegian Air Force. Terminata la parentesi nell’aeronautica, visto che la Scandinavian Airlines System non aveva bisogno di nuovi piloti, Kjos si è iscritto a legge: dal 1983 al 2002, dunque, ha esercitato la professione di avvocato e dal 1993 partecipa ai lavori della Corte Suprema. Alla metà degli anni Novanta, insieme al fratello e alcuni dipendenti della compagnia aerea in fallimento Busy Bee, danno vita a Norwegian Air Shuttle che, nel 2002, Kjos trasforma in una compagnia aerea low cost. Da allora, la compagnia prende quota e diventa il secondo vettore della Scandinavia.

Lo scorso anno, dunque, la Norwegian Air Shuttle ha emesso un ordine da dieci miliardi di dollari, il più grande mai registrato in Europa. I nuovi aerei entreranno in servizio accanto alla nuovissima flotta di Boeing 787 Dreamliners con cui la Nas intende coprire le tratte a lungo raggio verso l’Asia e l’America. «Quando abbiamo aperto le vendite dei voli da Oslo a New York, il nostro sito è collassato sotto il peso dei contatti», raccontava Kjos a Business Week lo scorso gennaio. I primi voli prenderanno il via a maggio, mentre da giugno sarà operativo Bangkok, nei prossimi cinque anni aprirà un altro hub in Asia: l’obiettivo è soddisfare la domanda di trasporto dalla Cina che, entro i prossimi 15 anni, dovrebbe rappresentare il 90% dei biglietti venduti dall’Asia all’Europa.

Una sfida non da poco, visto che compagnie come la malese Air Asia ci ha provato, salvo dover invertire la rotta. Kjos sostiene la propria scelta strategica, spiegando che i nuovissimi aerei, essendo più efficienti, hanno bisogno di meno passeggeri per coprire i costi del viaggio. Per sfuggire all’elevato costo del lavoro del Nord Europa, Nas basa i suoi aerei in altri mercati ed è all’estero che assume il proprio personale. L’amministrazione, per esempio, è in Latvisa, il dipartimento IT in Ucraina, mentre i voli in Asia avranno Bangkok come base. Con la crescita dei prezzi del carburante e una concorrenza sempre più accesa da parte di Ryanair e EasyJet, Kjos si è reso conto che l’unico modo per sopravvivere era puntare su economie di scala, aerei molto efficienti e basi in Paesi più economici. Le dimensioni dell’ordine, inoltre, impegnano Boeing e Airbus che, conseguentemente, non possono soddisfare le richieste dei competitor di Nas, impedendo di fatto il rinnovamento di altre flotte. Gli aerei arriveranno entro i prossimi cinque anni.

La scommessa di Kjos è sostenuta da Preben Rasch-Olsen - Canergie, una banca di investimento di Oslo. I numeri sono a favore: dal 2006 a oggi, le compagnie low cost hanno visto crescere i propri passeggeri del 12% l’anno, mentre le compagnie tradizionali si sono fermate a +2%. Il tentativo di crescere sul fronte low cost per le compagnie di bandiera potrebbe arrivare troppo tardi, ma anche la sfida a lungo raggio di Kjos potrebbe scontrarsi con l’aggressività delle politiche delle compagnie medio-orientali.

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