Ryanair, gli stipendi e... le tre promesse mancate

O'Leary promette un aumento del 10% in busta paga per piloti e hostess. Basta che questa volta non finisca come con i posti in piedi, i bagni a pagamento e il primato su Alitalia

Simulazione di volo

Michael O'Leary fotografato all’aeroporto di Nowy Dwor Mazowiecki, Varsavia, Polonia, 15 luglio 2012 (Credits: ANSA/ EPA / Radek  Pietruszka )

Cinzia Meoni

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Sarà vero questa volta? In piena crisi economica, Ryanair, il colosso dei voli no frills (senza fronzoli…si paga tutto quanto ecceda il mero trasporto), ha annunciato che aumenterà in media del 10% lo stipendio dei propri piloti e delle hostess che vestono i colori della compagnia aerea irlandese. Ovviamente si tratta di un aumento spalmato su quattro anni. Ma lascia comunque di stucco visto che in tutti i comparti, incluso il settore aeroportuale, non si parla che di contratti di solidarietà, tagli ed efficienze.

Considerando poi che il vettore fondato e guidato da Michael O’Leary ha spesso usato la comunicazione corporate o di prodotto come pura strategia di marketing, quantomeno il dubbio sulla veridicità dell'affermazione resta. Speriamo, ovviamente, che le parole ufficiali spese dal top management in seguito agli accordi sindacali abbiano un seguito nei fatti. E che non accada come altre tre volte, quando le parole sono rimaste tali.

La prima: ricordate la voce sui posti in piedi sui voli Rynair per 2 euro a tratta? La “notizia” si era sparsa rapidamente su internet trovando poi anche spazio sulla stampa blasonata. Si diceva che O’Leary avesse ricevuto il via libera regolatorio per l’introduzione sui propri voli su posti in piedi. In una prima fase sperimentale, sarebbero state eliminate le ultime cinque file,  per sostituirle con degli schienali per la posizione eretta. Certo le dichiarazioni ufficiali del gruppo erano state rilasciate il primo di aprile…, ma due anni prima in una data di calendari a prova di pesci lo stesso O'Leary aveva annunciato "sedili verticali per voli da un’ora entro due anni”.

La seconda: il nodo toilette. È dal 2009 che se ne parla, bagni sì o bagni no a bordo così da guadagnare ulteriore spazio per i sedili (due bagni in meno significano sei posti in più). E, se proprio non è possibile eliminare i servizi, quanto meno O’Leary contava di mettere anche questi ultimi a reddito. Sono quattro anni che si susseguono notizie e dichiarazioni sull’entrata in vigore della gabella per accedere alla toilette sui voli: 1 euro. Per fortuna, almeno per ora, il servizio è ancora gratuito.

La terza: la schermaglia con Alitalia sui numeri di un soprapasso più volte annunciato nel tempo e finora mai avvenuto . Ryanair infatti pochi giorni fa ha, di nuovo, festeggiato il primato in Italia. Il gruppo irlandese low cost ha annunciato il sorpasso sulla base dei 22,9 milioni di passeggeri contro i 22,3 di Alitalia, ai quali tuttavia vanno aggiunti i 2 milioni che si sono serviti della controllata Air One. La società della Magliana tuttavia ha subito ribattuto piccata: “Alitalia, con i suoi 24.275.604 passeggeri trasportati, già comunicati durante la presentazione dei dati di bilancio, si conferma anche per il 2012 il primo vettore in Italia in termini di passeggeri trasportati”.

Una cosa è certa: un aumento dello stipendio di piloti e hostess, in questa fase di crisi, non se lo può certo permettere. Vediamo se questa volta O'Leary conquista davvero il primato.

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