Ryanair, i pagamenti con carta di credito e la multa dell'Antitrust

La compagnia low cost reclamizzava biglietti a prezzi stracciati, ma inseriva commissioni nascoste durante il pagamento online. La sanzione è di 400mila euro

Michael O'Leary, a.d. di Ryanair – Credits: Ansa/Epa

Massimo Morici

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Le compagnie continuano a farsi la guerra a colpi di "ticket a 1 euro" o simili, anche se i biglietti aerei acquistati online costano in realtà qualche decina di euro in più rispetto al prezzo pubblicizzato.

Un "trucco" che rivela come i principali operatori le escogitino di tutti i colori pur di sottrarre i clienti ai concorrenti, mantenendo allo stesso tempo quelle entrate necessarie per sostenere i costi; soldi per mandare avanti la baracca e guadagnarci magari qualcosina.

Così l'Antitrust è dovuta intervenire di nuovo. E lo ha fatto multando con una sanzione di 400.000 euro Ryanair , la regina delle low cost in Europa che batte bandiera irlandese.

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Il motivo? In sostanza, spiega Federconsumatori , "cambiando la forma, la compagnia ha riproposto la pratica commerciale scorretta già sanzionata dall’Authority nel giugno 2011".

Allora le associazioni dei consumatori segnalarono all'Antitrust la scorrettezza di alcuni messaggi diffusi online e delle modalità di indicazione del prezzo nel sistema di prenotazione.

Il trucco di Ryanair
In particolare, nel mirino del Garante per la concorrenza erano finiti allora alcuni oneri facoltativi, si legge nel bollettino dell'Antitrust , "che venivano normalmente separati dal prezzo delle tariffe pubblicizzato" e addebitati successivamente nel processo di prenotazione.

Come? Durante l'acquisto online comparivano nuove voci di costo, riaddebitando l'IVA sui voli nazionali o inserendo commissioni tipo il check in online, mentre al momento del pagamento con la carta di credito saltava fuori dal nulla una commissione fissa denominata "tariffa amministrativa".

Uno stratagemma che permetteva alla compagnia di pubblicizzare un prezzo molto più basso di quello che effettivamente si andava a pagare, scrive l'Antirtust, falsando "in maniera apprezzabile la scelta del consumatore in relazione al costo effettivo del servizio" e non osservando il principio secondo il quale "il prezzo dei biglietti per il trasporto aereo deve essere chiaramente ed integralmente indicato, sin dal primo contatto con il consumatore, in modo da rendere immediatamente e chiaramente percepibile l'esborso finale".

Secondo il Codacons, queste commissioni "nascoste" ammontano in genere a 5 - 6 euro per passeggero, ma possono arrivare anche a 8 euro a biglietto.

Riscossa ad ogni cliente, però, la piccola tassa dà l'idea di quanto la compagnia riesca ad incassare: se nel 2012 sono stati circa 23 milioni i passeggeri trasportati da Ryanair, la cifra potrebbe andare da 130 a 180 milioni di euro.

Se avesse avesse venduto sul serio i biglietti ai prezzi indicati nelle pubblicità, la società guidata da Michael O’Leary avrebbe dovuto di sicuro inserire in bilancio alla voce "ricavi dall'Italia" un numero decisamente più basso.

La tassa sulla carta di credito
Non solo. Ryanair lo scorso dicembre aveva comunicato all'authority di aver eliminato questa tassa, affermando che da fine novemrbe i prezzi dei biglietti proposti sul sito non subivano alcun incremento.

In verità, però, Altroconsumo e altre associazioni dei consumatori alcune settimane dopo avevano segnalato che la "tariffa amministrativa" fissa era sì sparita, ma allo stesso momento ne era emersa un'altra calcolata in percentuale (nel caso il 2% del prezzo del servizio di trasporto selezionato dal consumatore) e denominata "Tassa carta di credito".

Solo pagando con alcune carte di debito, il prezzo proposto non subiva incrementi, si legge nel bollettino dell'authority.

I consumatori promettono battaglia
Federconsumatori in una nota scrive che vigilerà affinché si metta fine a tali comportamenti, auspicando sanzioni ancora più severe in caso di reiterazione.

Più dura la Codacons che chiede alle autorità di "eliminare qualsiasi commissione a carico degli utenti nelle operazioni di acquisto online di biglietti aerei con carta di credito o carta prepagata".

Purtroppo però, in casi come questi, se si è già acquistato un biglietto e si pensa di essere stati frodati, c'è poco da fare, spiega Federconsumatori a Panorama.it.

Insomma, non resta che sperare nell'occhio vigile del Garante e delle associazioni. Nella speranza che le compagnie low cost non si inventino un altro trucco per aggiungere nuovi balzelli nascosti.

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