Recordati: la cessione al fondo inglese in 5 punti

Cvc Capital Partners acquista l'intera partecipazione nel gruppo farmaceutico. Grazie all'operazione la famiglia incassa un assegno da 3 miliardi di euro

Recordati: continua crescita in primi nove mesi,utile +19%

Andrea Recordati, vice presidente e a.d. dell'omonimo gruppo farmaceutico – Credits: ANSA/ Ufficio stampa gruppo Recordati

Massimo Morici

-

Un altro pezzo di made in Italy passa in mani straniere, dopo la cessione per 2 miliardi di euro di Ntv (Italo) ceduta al fondo USA Gip. Recordati, storico casa farmaceutica di rilevanza internazionale, fondata nel 1926 a Correggio (Reggio Emilia) e trasferitasi dal 1953 a Milano dove è quotato dal 1984 a Piazza Affari, finisce sotto il controllo del fondo britannico Cvc Capital Partners.

La famiglia passa il timone

La finanziaria Fimei, cassaforte della famiglia Reordati, cederà l'intera partecipazione nel gruppo, pari a una quota del 51,8% del capitale, a un consorzio di fondi di investimento controllato dall'operatore di private equity britannico, che gestisce un patrimonio di circa 69 miliardi di dollari. L'accordo è condizionato all’ottenimento delle autorizzazioni e il closing è previsto nel quarto trimestre 2018.

Maxi assegno da 3 miliardi di euro

Grazie all'operazione la famiglia incasserà dall'operazione circa 3 miliardi di euro, pari a un prezzo di 28 euro per ciascuna azione di Recordati. Il corrispettivo sarà pagato per circa 2,3 miliardi di euro al closing dell'operazione e per 750 milioni in strumenti finanziari di debito subordinati di lungo termine.

Offerta a forte sconto

Recordati capitalizzava fino a pochi giorni fa circa 7 miliardi di euro (8,5 miliardi nel novembre 2017), forte di un fatturato oltre 1 miliardo di euro l'anno. Il prezzo offerto da Cvc, tuttavia, è inferiore agli ultimi valore del titolo in Borsa (a fine giugno viaggiava attorno ai 34 euro per azione) e farebbe scendere la capitalizzazione di Borsa del gruppo a 5,8 miliardi di euro. Non a caso il titolo, dopo la formalizzazione della cessione al fondo britannico, venerdì 29 giugno, durante la seduta di riapertura di Piazza Affari, lunedì 2 luglio, ha perso quasi il 18%.

I famigliari restano in azienda

Nato da una farmacia di Correggio, il gruppo Recordati è cresciuto molto negli ultimi venti anni grazie a una politica di espansione basata su ricerca e internazionalizzazione avviata nei primi anni 2000 sotto la guida di Giovanni Recordati, scomparso nell'agosto 2016. Tra le ultime operazioni, ricordiamo l'acquisizione di Italchimici. Cvc ha chiesto ad Andrea Recordati (il fratello più piccolo di Giovanni, passato al timone dell'azienda due anni fa) di continuare a guidare il gruppo e il management. Anche gli altri familiari – Hillary (vedova dell'ex numero uno Giovanni), Alberto (l'altro fratello di Giovanni e attuale presidente) e Cristina (sorella) – manterranno un rapporto con l'azienda, ma non reinvestiranno direttamente nel gruppo.

I dubbi sull'operazione

Il forte sconto concesso dalla famiglia al fondo britannico non è stato gradito ad alcuni investitori. La società Fidentiis sospetta una presunta violazione della legge sulle acquisizioni. L'attuale numero uno Andrea Recordati, infatti, sarà presente nella nuova compagine azionaria, ma secondo Fidentiis solo a lui e a nessun altro socio sarebbe stata offerta la possibilità di reinvestire nella società che ha rilevato la quota di controllo della famiglia e che lancerà successivamente l'opa. Per Banca Akros, invece, le quotazioni dopo una breve discesa torneranno a salire: il prezzo di 28 euro non riflette l'attuale valore, "quanto il valore accettato dai membri della famiglia, che hanno deciso di reinvestire per mantenere l'indipendenza nella gestione e continuare a guidare il gruppo".

Per saperne di più

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Made in Italy: sette falsi miti sulle imprese italiane

Export, acquisizioni, brand: una ricerca dell'Università di Pavia mette in discussione i luoghi comuni sulle nostre aziende

Moda: ecco chi sono i 15 campioni del Made in Italy

Ma la Francia è irraggiungibile: le big italiane valgono assieme meno di LVMH (Louis Vuitton)

Il Made in Italy alimentare è in salute (e non teme Amazon)

Gli italiani e il cibo? Un rapporto d'amore, anche online. Parla il CEO di Cortilia, il servizio Web per l'acquisto di prodotti agroalimentari

Opa su Yoox: perché se ne va un altro pezzo di made in Italy

L'azionista di maggioranza è il colosso elvetico Richemont che vuole potenziare i canali di vendita online ed è pronto a sborsare 2,7 miliardi

Commenti