Qui! group contro lo spreco di cibo

Il progetto Pasto Buono come risposta alla povertà

Gregorio Fogliani, presidente di Qui! Group (Credits: Ufficio Stampa)

No allo spreco di derrate alimentari. Qui! Group, gigante italiano sul fronte buoni pasto con un giro d’affari 2012 di 525 milioni e uno staff di 1.300 persone, al 70 per cento femminile, scende in campo contro la povertà. E con il progetto Pasto buono punta a raccogliere decine di migliaia di pasti da distribuire alle mense dei poveri. «Nella filiera del cibo in Italia si perdono ogni anno 6 milioni di tonnellate di prodotti per un valore di 12,3 miliardi di euro circa» dice Gregorio Fogliani, presidente di Qui! Group, che calcola in 100 chilogrammi annui per singola attività fra ristoranti, bar e self service il cibo buono che finisce in spazzatura. «Come gruppo siamo convenzionati con 120 mila esercizi in tutta Italia e molti vorrebbero aderire all’iniziativa, ma la normativa vigente ostacola il processo di recupero». Perché il cibo venga donato deve essere trattato con abbattitori di temperatura, custodito in contenitori speciali e trasportato con furgoni coibentati. «Però la sicurezza alimentare può essere rispettata anche con accorgimenti più semplici e alla portata di tutti» assicura Fogliani ed esorta il legislatore perché riprenda in mano un disegno di legge in materia, fermo da anni. Mentre sui buoni pasto l’imprenditore genovese è categorico: «Il tempo della carta è finito. Con i coupon elettronici o caricati sulla sim del telefono è possibile accedere a una quantità pressoché infinita di servizi, quali scontistica di ogni tipo, buoni bebè, buoni scuola o molto altro ancora. Basta siglare convenzioni specifiche e il gioco è fatto». Che il vecchio buono da 6-7 euro si trasformi presto in uno strumento di welfare per tutta la famiglia?

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti