Qatar: l'economia del paese, spiegata bene

È grande poco più della Basilicata, ma è uno dei paesi più ricchi del mondo grazie alle immense riserve di gas e petrolio

Trump-Al-Thani

Il presidente USA Donald Trump con l’emiro del Qatar Tamim Bin Hamad Al-Thani – Credits: MANDEL NGAN/AFP/Getty Images

Massimo Morici

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È grande poco più della Basilicata, ma è uno dei paesi più ricchi del mondo: il Qatar con un reddito pro-capite di 74 mila dollari per i suoi 2,3 milioni di abitanti si piazza al quinto posto al mondo dietro Lussemburgo, Svizzera, Macao e Norvegia.

I dati sono della Banca Mondiale e si riferiscono al 2015. Ma qual è la base della fortuna di questo piccolo emirato?

Gas e petrolio

Il principale driver dell’economia qatariota è il petrolio e il gas naturale (controlla il 14% delle riserve mondiali, pari a circa 25 trilioni di metri cubi) che vende soprattutto in Asia e da cui provengono oltre la metà delle entrate del paese. Sviluppate sono comunque anche l’industria manifatturiera e dei servizi finanziari che hanno contribuito a diversificare l’economia.

Il futuro (incerto) dell'economia

È presto per dire quali saranno le implicazioni per il Qatar dopo la chiusura delle frontiere da parte di Arabia Saudita, Egitto, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti che puntano il dito sui rapporti del paese con il terrorismo.

Le conseguenze immediate riguardano soprattutto la compagnia aerea di bandiera e le importazioni. Qatar Airways non potrà atterrare a Dubai, Abu Dhabi, Riyadh e il Cairo, destinazioni che raggiunge con decine di voli al giorno. Inoltre, circa il 40% dei prodotti alimentari venduti nel paese arriva su strada dall’Arabia Saudita: con la chiusura delle frontiere, i qatarioti di troveranno a pagare un prezzo più alto per mettere il cibo in tavola.

Paradiso fiscale

Il principale concorrente di Dubai è proprio Doha: alla pari degli Emirati Arabi Uniti, il Qatar è un paese "business friendly". Come ricorda l'Heritage Fundation, think tank liberale di Washington, il paese si piazza al 29esimo posto per libertà economica, grazie soprattutto a un regime fiscale favorevole alle imprese (sono soggette solo a una flat tax del 10%) e a un sistema snello sia per ottenere le licenze sia per aprire nuove società.

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La famiglia Al-Thani

Ottenuta l’indipendenza dal Regno Unito nel 1971, a governare il Qatar è sempre stata la famiglia degli Al-Thani. Lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, padre dell'attuale emiro Tamim bin Hamad Al-Thani, è restato al potere fino al 2013.

Grazie alle sue riforme il paese ha sviluppato le infrastrutture, la sanità, l'educazione e i mass media (la potente emittente indipendente del mondo arabo Al Jazeera ha sede a Doha). Khalifa ha voluto anche il maxi-fondo sovrano con cui il piccolo emirato ha potuto mettere le mani su mezzo mondo.

Il fondo sovrano

Il braccio economico di Doha è appunto il potente Qatar Investment Authority (o Qia), il fondo di investimento sovrano da 338 miliardi di dollari creato per gestire le immense rendite petrolifere.

Grazie al Qia, l’emirato negli ultimi 12 anni è riuscito a conquistare piccoli, ma importanti pezzi dell’Occidente: oggi vanta partecipazioni a Hollywood, negli aeroporti di Londra e San Pietroburgo, nella Volkswagen, in Deutsche Bank e in Credit Suisse, proprietà immobiliari a New York e a Londra, ma anche maison di moda (Valentino) e alberghi a 5 stelle in Italia.

Gli investimenti esteri

Da una parte il governo "illuminato" degli Al-Thani ha garantito in più di 40 anni ricchezza e prosperità agli abitanti dell'emirato, anche se, a detta di non pochi osservatori, pecca di trasparenza, soprattutto negli appalti pubblici, dove contano le connessioni personali con gli esponenti della famiglia regnante.

Gli investimenti esteri sono limitati in molti settori, soprattutto quelli strategici, dove dominano le imprese statali controllate dal fondo sovrano qatariota.

Lo shopping in Italia

Dal Qatar compriamo metano: è il quarto fornitore dell’Italia (circa il 10% sul totale delle importazioni). Da parta sua il piccolo emirato ha investito decine di miliardi nella nostra economia: nelle compagnie aeree (Meridiana), nell’immobiliare di lusso (hotel a 5 stelle e resort in Costa Smeralda), nei centri affari (il quartiere Porta Nuova di Milano), negli ospedali (Olbia), nella moda (Valentino) e anche nell’alimentare (carne in scatola Montana).

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I mondiali del 2022

Gli sceicchi non disdegnano il divertimento, soprattutto quando fa rima con business: il Qatar ospiterà i Campionati mondiali di calcio nel 2022. La Qatar Sports Investments nel 2011 ha comprato il Paris Saint Germain.

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