Prestazioni sanitarie a poco prezzo: l'obiettivo di Medici in Famiglia

La start up milanese ha un poliambulatorio a vocazione sociale: perché la salute non è un lusso ma un diritto

Medici_in_Famiglia

Uno degli spazi del poliambulatorio di Via Lazzaro Papi – Credits: Medici in Famiglia

Giuseppe Cordasco

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Offrire prestazioni sanitarie specialistiche di alta qualità a tariffe accessibili. È questa la mission di Medici in Famiglia, start up innovativa nata a Milano tra maggio e settembre di quest’anno. L’iniziativa imprenditoriale può contare su una rete di medici e operatori sanitari di riconosciuta competenza e su un poliambulatorio di circa 300 metri quadri con sette studi medici situato nel cuore del capoluogo lombardo in via Lazzaro Papi 20, zona Porta Romana. “Medici in Famiglia - spiega Paolo Colonna, ideatore e promotore dell’impresa, oltre che presidente e ad di Permira Associati - è una start-up a vocazione sociale, che agisce in un’ottica di sostenibilità economica e reinveste gli utili generati in assistenza gratuita, nella convinzione che la salute non sia un lusso, ma un diritto. Ciò è reso possibile, oltre che da un team di specialisti altamente qualificati e appassionati, dalla creazione di  partnership e convenzioni con enti pubblici e privati e dalle donazioni da parte di aziende e privati”.

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Finanziamenti

Ed è proprio seguendo questo metodo che è stato possibile raccogliere i 250mila euro che sono la dotazione iniziale con cui è nata la start up. Denaro che in massima parte è servito per acquistare i macchinari utilizzati nel poliambulatorio e affittarne la sede. “Quest’anno – continua Colonna – contiamo di chiudere con perdite tra i 160 e i 200mila euro, così come previsto dal nostro business plan. Nel giro di due o tre anni, puntiamo però a raggiungere il pareggio e a generare degli utili che, come accennato, saranno comunque riutilizzati per offrire visite gratuite a pazienti indigenti”.

Un punto questo dell’indigenza che necessita un chiarimento specifico: la struttura di via Lazzaro Papi è infatti aperta a tutti i cittadini, indipendentemente da quale sia il loro reddito, perché il presupposto fondamentale è l’offerta di servizi medici di alta qualità. Che poi questi ultimi vengano resi disponibili a prezzi accessibili è il grande valore aggiunto dell’iniziativa, che può contare sul fatto che tanti professionisti sanitari mettono a disposizione il proprio tempo a costi decisamente contenuti.

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Dopo il caffè sospeso, la 'visita sospesa'

“Per andare incontro poi in maniera specifica a chi non riesce ad usufruire neppure delle tariffe accessibili – sottolinea Colonna -, nasce l’idea, davvero innovativa, della ‘visita sospesa’: in sostanza, come avviene da tempo immemore per il caffè nei bar napoletani, la formula prevede che chi ha la possibilità e desidera contribuire alla buona riuscita del progetto offre una visita a qualcun altro, pagando ad esempio il doppio della tariffa dovuta”. Il tutto servirà a raccogliere visite già pagate, che verranno poi girate ad associazioni assistenziali o parrocchie che potranno decidere di utilizzarle per far visitare i soggetti più bisognosi e che, come detto, non possono permettersi neanche le tariffe agevolate.

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Le tariffe

E proprio a questo proposito è il caso di ricordare che i prezzi praticati sono assolutamente concorrenziali: si va ad esempio dai 35-40 euro per un’ora di seduta psicologica ai 50-60 euro per una visita specialistica, ai 20-25 euro l’ora per le visite domiciliari continuative. E le specialità sanitarie attualmente coperte sono le più disparate: si va dalla cardiologia alla dietologia, dalla neuropsichiatria infantile alla neurologia, passando per ortopedia, ostetricia e ginecologia, solo per citarne alcune.

Attualmente Medici in famiglia, che tra l’altro prende le mosse dalla pluriennale esperienza di Panda Onlus, associazione no-profit nata nel 2006 per sostenere mamme con bambini piccoli e famiglie in situazione di disagio psicologico, sociale ed economico, può contare sull’attività di circa 25 medici e 15 psicologici nell’ambulatorio. “Ad essi – conclude Colonna – si aggiunge poi l’attività di altri medici, per il momento siamo a quota 15, che, attraverso contatti in Rete, si prestano a visitare nei propri ambulatori e alle nostre tariffe, pazienti inviati da noi”.

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