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Perché Twitter deve cambiare

Il Ceo Dick Costolo lascia, sommerso dai malumori di Wall Street. Ma forse è davvero il momento di una trasformazione del prodotto. E le idee non mancano

Dick Costolo, Twitter

Luigi Gavazzi

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Alla fine Dick Costolo, Ceo di Twitter ha deciso che il momento di lasciare è il primo luglio 2015.

L'azienda lo ha annunciato ieri spiegando congiuntamente che, nell'attesa di trovarne uno per il futuro, il capo a interim sarà il cofondatore Jack Dorsey.

Costolo è diventato Ceo nell'ottobre del 2010, in quel che venne definito un colpo di mano contro Evan Williams, l'altro co-fondatore di Twitter. Adesso Williams è nel board, è uno dei maggiori azionisti e farà parte del comitato che sceglierà il nuovo Ceo.

A Costolo non è bastato passare il 2014 a cambiare i suoi collaboratori ai vertici per piacere finalmente a Wall Street.


Ma perché Costolo lascia?
Infatti Costolo lascia innanzitutto perché la sua Twitter non convince Wall Street, che storce sempre il naso perché l'utenza non cresce abbastanza (adesso gli utenti sono 302 milioni) e perché il prodotto, nonostante alcune innovazioni, non sembra abbastanza attraente. Da quando l'azienda è entrata in borsa nel 2013, Twitter non ha mai centrato le attese degli analisti.

Tanto di più che, nonostante alcuni progressi commerciali, sembra sempre più soffrire delle difficoltà dei produttori di contenuti e di news (valorizzare e monetizzare i passaggi dei visitatori sulle proprie pagine), che dei benefici (utenti che stanno tanto sul sito, producono contenuti gratuitamente e attirano gli investitori pubblicitari) dei social network veri e propri, Facebook soprattutto.

Insomma, i vari investitori da mesi si lamentano più o meno a mezza voce, e qualcuno ha anche detto apertamente che era il caso di cambiare la guida.

Manco a dirlo, le azioni di Twitter sono aumentate del 7% nelle ore immediatamente successive l'annuncio, segno più che di una fiducia nel futuro, di una specie di sospiro di sollievo che fa sperare in qualche cambiamento risolutivo.

Twitter ha attualmente una valutazione di mercato di 24 miliardi di dollari. Secondo i ricercatori di eMarketer l'utenza crescerà del 14 per cento circa quest'anno: un dato che viene considerato assai deludente visto che solo due anni fa cresceva al 30%.

Mercato mobile
Sempre secondo eMarketer, nel mercato di Internet sugli smartphone - considerato quello cruciale per il futuro - stimato nel 2014 attorno ai 19 miliardi di dollari negli Stati Uniti, Twitter ha una quota del 3,6%, mentre Facebook è al 18,5% e Google al 36,9%.

Uno dei cambiamenti risolutivi che Wall Street invoca potrebbe essere l'acquisizione da parte di qualche pesce grosso della rete. Si parla con insistenza di Google, anche se non ci sono conferme di vere trattative.

Le idee di Sacca
Idee su come cambiare Twitter sembrano essercene in circolazione. Quelle di Chris Sacca, uno degli investitori più importanti e influenti, hanno probabilmente avuto un ruolo notevole nell'indurre Costolo a lasciare.

A inizio mese infatti Sacca ha pubblicato un post - un vero piccolo saggio - con una serie di critiche all'attuale Twitter e molte indicazioni su come dovrebbe evolvere il servizio.

Secondo Sacca è soprattutto un problema "narrativo". Un'ottima azienda che continua a migliorare ma che non riesce a raccontare la propria versione della storia a utenti e - soprattutto viene da aggiungere - investitori.

Sacca è ottimista: centinaia di milioni di nuovi utenti arriveranno su Twitter e vi resteranno facendo un sacco di attività; e altrettante centinaia di milioni utenti già su Twitter ma inattivi diventeranno attivi se il servizio cambierà
- rendendo semplice la fruizione
- rendendo più semplice la partecipazione di tutti
- facendo sentire ciascun utente ascoltato e importante.

"Ti pare poco?" Verrebbe da dire a Sacca.
Anche se poi lui argomenta e offre soluzioni concrete. Per esempio di violare la regola inflessibile dell'ordine cronologico inverso con il quale vengono proposti i tweet e la regola che si vedano solo tweet di gente che si segue. Insomma, provare a dare ordine e selettività per ridurre il rumore e aumentare la rilevanza di quel che si legge. Questo anche con l'introduzione di "canali" che suddividano in categorie il flusso di lanci e nelle quali la rilevanza sia aumentata da editor umani.
Oppure usare in modo creativo e coinvolgente degli eventi "live" e lavorare su Periscope in modo esteso.

Insomma, se amate Twitter date una letta a quel che sostiene Sacca.

Intanto, aspettiamo le decisioni di Dorsey e Williams.


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