Ecco perché le compagnie di bandiera abbandonano l’Europa

Le low cost hanno sconfitto i giganti dei cieli che adesso, per far quadrare i bilanci, si affidano alla medesima formula sul breve e medio raggio

Transavia

Un aereo Trasavia all’aeroporto di Parigi Orly – Credits: Eric Piermont/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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Nel 1994, sono stati circa tre milioni i passeggeri che hanno volato con una compagnia low cost in Europa. Trent’anni più tardi, le compagnie a basso costo si preparano a monopolizzare i cieli del vecchio continente. Lo riferisce Business Week che spiega come, per cercare di far quadrare i conti, le compagnie di linea abbiano deciso di ritirarsi dalle tratte europee e di cedere il passo a versioni no-frills. 

E’ il caso, per esempio, di Air France-Klm che ha deciso di trasferire la maggior parte delle proprie operazioni a corto raggio in Europa a Transavia, la linea a basso costo acquistata undici anni fa. La stessa strategia è stata adottata da Lufthansa che, dal 2012, ha assegnato le tratte europee da Francoforte e Monaco a Germanwings. La novità è un segno dei tempi e dimostra come, ormai, la competizione nel vecchio continente sia diventata talmente accesa che solo compagnie come EasyJet, Ryanair e Wizz Air siano ormai in grado di dominare le tratte a corto raggio, grazie a costi di lavoro sostanzialmente inferiori a quelli delle compagnie tradizionali.

Il risultato è che le tre più grandi compagnie europee – Lufthansa, British Airways e Air France-Klm – stanno cercando un modo per competere in un settore molto affollato. Quelle che ci guadagnano sono le linee a basso costo. Transavia, per esempio, vedrà aumentare la sua flotta dai 41 aerei attuali a oltre cento entro il 2017. L’obiettivo sarà trasportare oltre venti milioni di passeggeri all’anno. Oltre trenta piloti di Air France sono già stati trasferiti a Transavia che, secondo Air France, dovrebbe iniziare a generare utili a partire dal 2018. 

In base a quanto previsto dal progetto, entro il 2020, Air France-Klm punta a coprire le tratte a lungo raggio con alleanze stategiche e quelle a breve e medio raggio con una più forte presenza fra le low cost. La nuova strategia non piace ai dipendenti: nelle scorse settimane, Lufthansa ha contato tre scioperi dei piloti, mentre Air France – Klm è nel bel mezzo delle proteste estese anche a questa settimana. I piloti, infatti, lamentano che anche il loro stipendio sarà più basso nelle compagnie low cost, mentre ritengono che tutti i piloti della stessa azienda abbiano diritto al medesimo compenso.  

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